Omara Portuondo - Flor de amor

Omara Portuondo

Flor de amor

2004 - WORLD CIRCUIT

16/07/2004  |  di Christian Verzeletti

Fa sempre piacere ascoltare i dischi di Omara Portuondo, non solo perché appartiene all’ormai storico gruppo del “Buena Vista Social Club” e non solo perché è giustamente considerata a livello mondiale un’istituzione della musica cubana.
I suoi dischi sono una garanzia di fascino e qualità, che questa signora, alla bella età di settantaquattro anni, riesce a infondere con la sua voce. “Flor de amor” è un disco meno cubano del precedente: oltre ai “soliti” grandi strumentisti locali, Omara ha invitato anche una nutrita serie di musicisti brasiliani, che intervengono soprattutto con violini e cori.
Il suono ha quindi assunto un respiro più ampio, dai profumi soffusi e fortemente latino-sudamericani: l’influenza cubana è sempre prioritaria, ma la gamma delle essenze che ne vengono ottenute è più vasta.
“Flor de amor” è così un disco meno caratterizzato, meno locale e più raffinato di “Buena Vista Social Blub presents Omara Portuondo”: sono infatti qua ancora presenti nomi del calibro di Orlando Cachaito Lopez, Eliades Ochoa, Manuel Galban, solo per citare i più noti, ma mancano Ibrahim Ferrer, Ruben Gonzalez e Compay Segundo (questi ultimi due scomparsi di recente), artisti che con la loro presenza avevano marcato il precedente lavoro.
La Portuondo è però superba nell’interpretare ogni brano, che sia un son piuttosto che un bolero, un tango piuttosto che una guajira, e nel dare un’elegante omegeneità all’album: “Flor de amor” è un disco che le appartiene a tutti gli effetti. Per quanto la si possa immaginare su una sedia a donodolo attorniata da uno stuolo di musicisti che sostengono il suo canto, Omara è molto più di una nobile vocalist. La sua voce strugge di una passione discreta e delicata, mai drammatica: è la sensibilità di chi contempla la vita senza farne stridere le contraddizioni.
Fiati e archi sottolineano senza eccesiva enfasi questa nostalgia fine dei sentimenti, che prende sotto il suo manto melodie amorose come canti provenienti dalle piantagioni dell’isola.
Quello di Omara Portuondo è un giardino in cui si trovano piante locali, che emanano intense fragranze, e sontuose composizioni, tanto nobili da far pensare a qualche francesismo, come “Si llego a besarte”. Ma soprattutto ci sono fiori solitari come “Amarosa guajira” con il tres di Papi Oviedo o “Juramento” con Manuel Galban al piano. E anche un inatteso innesto nella conclusiva “Casa calor”, dove voce e clarinetto trovano un’atmosfera lunare creata da un theremin e dalle percussioni di Carlinhos Brown.
Concludere che Omara Portuondo è una regina della world-music è quanto di più improprio si possa dire, perchè non si è di fronte ad una sovrana che impone la propria voce al mondo, ma ad una signora a cui basta stare sulla veranda di casa sua per godere di primizie che altri spaccerebbero per regali od esotiche.


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Track List:

  • Tabu|
  • Amor de mis amores|
  • Alma de roca|
  • Mueve la cintura mulato|
  • Junto a un canaveral|
  • Hermosa Habana|
  • El Madrugador|
  • Amarosa guajira|
  • Habanera ven|
  • Si llego a besarte|
  • Flor de amor|
  • Juramento|
  • He venido a decirte|
  • Casa calor

Omara Portuondo