Oasis - Don’t believe the truth

Oasis

Don’t believe the truth

2005 - Sony / Bmg

16/06/2005  |  di Enrico Ladisa

Proviamo a lasciare per una volta da parte ogni ricorrente ed inflazionato riferimento ai Beatles e proviamo a considerare il nuovo lavoro in studio degli Oasis come quello di una band ormai più che matura, che cammina con le proprie gambe da troppo tempo per essere continuamente esposta a continui paragoni con l’inimitabile quartetto di Liverpool. Se è tuttavia vero che il nuovo “Don’t believe the truth” ha segnato l’ingresso temporaneo di Zak Starkey (figlio di Ringo Starr) nel gruppo di Manchester, le canzoni dell’album sono semmai più facilmente accostabili a nomi come The Who, Rolling Stones e ad echi di psichedelia anni ’60.
Siamo innanzitutto di fronte ad un LP con maggiore eterogeneità per quanto riguarda la composizione dei brani, dal momento che a Noel Gallagher sono infatti da ricondurre solo 5 titoli mentre gli altri 6 sono distribuiti fra il cantante Liam Gallagher, il chitarrista Gem Archer ed il bassista Andy Bell: una bella rivoluzione se si pensa che tutti i pezzi dei primi tre dischi pubblicati portavano la firma del leader carismatico, Noel. Quanto abbia contribuito al risultato finale una tale varietà nella proposta musicale è chiaro fin dal primo ascolto che spiazza proprio per la presenza di brani molto diversi tra loro; la band ha del resto dichiarato di aver dovuto scegliere queste 11 canzoni fra oltre 60 di nuova composizione.
Il contributo di Noel è senza dubbio quello di maggiore qualità: “Mucky fingers”, dal ritmo travolgente ed i testi di riflessione sociale, “The importance of beeing idle”, inno alla pigrizia musicalmente e vocalmente coraggioso ed originale, “Part of the queue”, una piacevole ballata in 3/4 che parla della difficoltà di trovare se stessi in una città come Londra, “Let there be love”, raro ed intenso duetto dei fratelli Gallagher scritto anni fa ma mai inciso prima, sono tutti ottimi pezzi che potevano nascere solo dall’incredibile vena creativa di The Chief, come è storicamente soprannominato Noel.
Se abbiamo trovato aggettivi e toni positivi per la nuova produzione di Noel Gallagher, è onestamente difficilmente fare altrettanto per ciò che in “Don’t believe the truth” propone il fratello minore, Liam. Se in “Meaning of soul” riesce (anche se per una durata di un minuto e quarantacinque!) a dare un senso ad un rock’n’roll fatto con chitarre acustiche ed il ritmo battente di Zak Starkey, le altre due canzoni di sua fattura, per modestia e semplicità, sembrano riportare più al suo poco felice debutto come autore di “Little James” nel 2000 (in “Standing on the shoulder of giants”) piuttosto che dimostrare un proseguimento della strada imboccata con i buoni brani scritti per il precedente “Heathen Chemistry” (2002). Liam, in compenso, recupera comunque dei punti interpretando la pop song “Keep the dream alive”, ad opera del bassista Andy Bell, che firma anche il convincente rock dell’opening track “Turn up the sun” e si conferma un validissimo acquisto per la band inglese. Precede il finale di “Let there be love”, il pezzo “A bell will ring”, scritto dalla seconda chitarra, Gem Archer il quale aveva però forse entusiasmato maggiormente con l’apporto al precedente disco.
In definitva gli Oasis di “Don’t believe the truth” dimostrano ancora una volta di essersi lasciati per lo più alle spalle il rock’n’roll essenziale ed irriverente di “Definitely Maybe”, dominato da quel “wall of sound” di chitarre che ha contribuito a renderli celebri, per abbracciare sonorità più ricche ed accattivanti che risentono maggiormente di un pur sapiente lavoro di produzione ma che lasciano meno spazio alla spontaneità ed alle improvvisazioni (vedi gli assoli di chitarra confinati in qualche secondo di ascolto) alle quali la band aveva abituato.
Meno male che per quanto riguarda la sezione ritmica il valore aggiunto apportato dal batterista Richard Starkey è di grande impatto e contribuisce alla grande a fare di questo album un lavoro nel complesso piacevole anche se un po’ “frenato” rispetto al grande potenziale di cui una band come gli Oasis è sicuramente dotata.


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Track List:

  • TURN UP THE SUN|
  • MUCKY FINGERS|
  • LYLA|
  • LOVE LIKE A BOMB|
  • THE IMPORTANCE OF BEEING IDLE|
  • THE MEANING OF SOUL|
  • GUESS GOD THINKS I’M ABEL|
  • PART OF THE QUEUE|
  • KEEP THE DREAM ALIVE|
  • A BELL WILL RING|
  • LET THERE BE LOVE

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