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Nobraino, Pressapochismi<small></small>
Pressapochismi<small></small>
Emergenti

Nobraino

Pressapochismi

2002 - Autoprodotto
05/11/2002 - di
A guardare la copertina del loro promo, i Nobraino sembrano uno di quei gruppi di punk americano, tanto rumorosi quanto sbruffoni, a bordo di lunghe macchine decapottabili sempre smaglianti e pronti ad accellerare.
Invece, quando il cd comincia a girare sul lettore, ci si trova con quattro canzoni inattese, una diversa dall’altra: la prima traccia sobbalza come il Paolo Conte più strafottente, la seconda è pretenziosa come un flirt con Daniele Silvestri, la terza leggerina come Jovanotti e l’ultima è un riassunto delle precedenti.
“Pressapochismi” è un lavoro a dir poco eterogeneo, che lascia sospeso qualunque giudizio: da una parte c’è almeno un pezzo clamorosamente riuscito e dall’altro ci sono leggerezze che al confronto suonano vuote.
Andiamo con ordine: la canzone fulminante è “Cecilia”, una marcetta irresistibile, che sembra un De Andrè scanzonato o un Buscaglione arrapato, fate voi. La chitarra si muove in ombra sotto un ritmo che ha qualcosa di popolare, forse anche per le voci gridanti del finale. Il canto di Lorenzo Kruger è cupo e profondo, quanto basta per dare spessore a una melodia orecchiabile che sfocia in un perfetto “din-don”.
E poi si cambia registro, questi ragazzi romagnoli continuano a divertirsi, se ne fregano di tutto, da bravi mascalzoni, e si mettono a giocare con suoni più elettrici, con qualche filtro: risultato? Non male, ma c’è di che arrabbiarsi a confronto con “Cecilia”.
“La sorella di Camilla” e “Le leggi del mercato universale” mantengono un aria snob, che a ben vedere sembra essere il carattere distintivo del gruppo, ma non riescono a bilanciare leggerezza e profondità come invece nel pezzo d’apertura.
Voce e testi seguono andamenti da Jovanotti, rime comprese (l’orgoglio è una valvola / piazzata sul cuore / che frena l’amore / e ti abitua al dolore), e anche i suoni sono più prevedibili, come l’assolo di chitarra sbrodolante nel finale di “Le leggi del mercato universale”. Tutto questo mescolare e eccedere con leggerezza fa parte della natura del gruppo ed è proprio ciò che li rende divertenti, ma a tratti anche banali.
“Listen” chiude senza infamia e senza lode, lasciando una languore allo stomaco dopo tutta l’acquolina in bocca che era venuta con il pezzo d’apertura. Impossibile dire quale strada potrebbero prendere i Nobraino, se domani ci sveglieranno con altri colpi a sorpresa o se rimarranno a bighellonare come dei bravi monelli. Ma non è da escludere che, alla prossima uscita, potrebbero stupire con altre tracce di quel pop-rock che qua non riesce a convincere.
Intanto viene il dubbio che loro se la stiano ridendo alla grande di fronte alla spiazzante contrastante incertezza che “Pressapochismi” riesce a suscitare.

Track List

  • Cecilia |La sorella di Camilla |Le leggi del mercato universale |Listen

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