03/09/2010 | di Ambrosia J. S. Imbornone
Nel secondo album del campano Nicola Pellegrino, l’austerità di un cantautorato talora jazzato (in primis in 'Strano' , grazie anche agli ospiti Julian Olivier Mazzariello, Jerry Popolo e Tommaso Scannapieco), talora synth-rock, sembra farsi scena volutamente impartecipe e quindi surreale di una psicanalisi ossessiva ('è la psicoanalisi, la mia malattia' recita 'Praticamente impossibile'), di un dialogo interiore che esibisce scissioni e dualità nevrotiche dell’io. Nicodemo guarda ai suoi modelli, a quel senso di sospensione che toglie peso alla musica del Battiato più riflessivo-filosofico, così come al suo rock d’autore straniato, e a quel rigore pop cupo ed elegante, incarnato in tonalità profonde e in synths dai bagliori scuri, che segna il Peter Gabriel più maturo. Ma forse guarda anche all’estro sferzante di Morgan, al suo gusto per l’autodefinizione anticonformista e spiazzante, per puro obbligo di natura un po’ confessione distesa in versi metricamente lunghi, un po’ sua teatralizzazione. Così, più che i suoni, è proprio l’intenzione di pezzi come l’ottima 'Le pareti' a ricordare i Bluvertigo (non solo per l’effettiva presenza in questo pezzo di Andy al sax). Parlati e cantati duplici, grazie ai controcanti e a tante ospitate (da Raffaella Destefano a Sarah delle Diva Scarlet nella vertiginosa, insofferente 'Autunno', il brano più rock dell’album, e ai compagni di scuderia La Fabbrica dai gruppi Leitmotiv, Fragil Vida e 2Pigeons), veicolano introversioni, umori notturni, solitudini quasi 'contro', disgusti-assuefazioni televisive, digiuni e sazietà d’amore. Le dieci tracce si muovono tra synths ora vintage (v. il suono dell’organo in 'Praticamente impossibile'), ora filtro sperimentale e 'rumoroso' (si ascolti ad esempio l’inquietante, notevole 'Opto per la radio', con Carmelo Pipitone dei Marta sui Tubi alle chitarre, o 'Cambierei' di e con Luca Urbani-Soerba), tra chitarre elettriche quasi noise, dissonanze stranianti e ritmiche sghembe, tra linee di piano inquiete e delicate e archi di sontuoso minimalismo ('Bella ed elegante'). 'In due corpi', disco di irrequietezza senza luce e spiccata, raffinata originalità, è un incontro musicale da brivido, che attraversa allucinazioni ed indugia in interni soffocanti. Da ascoltare.
Track List: