Unfolkettable Two<small></small>
Jazz Blues Black − Jazz − Ethno salentino

Nico Morelli

Unfolkettable Two

2016 - Cristal records
07/02/2017 - di
Nico Morelli è un artista pugliese da molti ritenuto al vertice del suo strumento, il piano, al quale va aggiunta un’incontestabile capacità compositiva nutrita da una sensibilità a cavallo tra jazz, classica e tradizione popolare della sua terra, la Puglia.
Il lavoro in questione documenta quest’ultimo aspetto della sua arte che Nico aveva già presentato con il suo precedente Unfolkattable (2006) col quale aveva celebrato una sorta di fusion tra Pizzica e Jazz.

Il materiale folk salentino si presta a suo modo ad un’impresa di questo tipo grazie a quegli elementi di fisicità, di forte caratterizzazione ritmica e di libertà interpretativa che, pur su versanti molto diversi, consentono di accostarlo alla musica improvvisata senza snaturarne la spontaneità di base.

Il gioco riesce molto bene a Morelli e compagni: Davide Berardi (voce e chitarra), Barbara Eramo (voce), Raffaele Casarano (sax soprano), Vito De Lorenzi (percussioni), Camillo Pace (contrabbasso) e Mimmo Campanale (batteria); tutti conterranei e sodali in questa commistione il cui esito è un felice equilibrio tra dimensione popolare e raffinatezza cameristica, cementate grazie a quel senso di lirismo tipico del miglior jazz di matrice nostrana.

Silicium appare in questo senso un brano baricentrico; un inizio in clave latina delle percussioni si unisce a un’entrata accordale in controtempo del piano (elemento jazz); il tutto viene integrato dal sax che lavora su stilemi lirici tipicamente mediterranei per dare il via a un fluido solo swingato del piano. Brio e melodia etnica con aggiunta di sincope, un paradigma del lavoro che ne simboleggia la piacevolezza all’ascolto oltre che la ricchezza di stimoli.

I brani antecedenti raccontano con ritmi da danza e schemi modali una storia tutta regionale, enfatizzata dalle parti dialettali cantate in Lu Riusciu de lu Mare e in Sta Strada e dall’intreccio piano / percussioni di Espi, brano in cui gli aspetti etnici e improvvisati galleggiano uno sull’altro con uno schema a duo molto ricco e una metrica ternaria di fondo “diluita” dallo strato melodico quasi modale.

Dal sesto pezzo in poi il disco assume dinamiche più leggere, quasi come se il combo volesse distendersi verso una conclusione serena e rilassata.

In Pizzica Fattincasa il ¾ introduttivo della danza viene sfumato nelle linee melodiche del sax soprano e del piano, la cui digressione si dilata forse un po’ eccessivamente.

Seguono toni quasi da ninna nanna in Bella ci dormi, di matrice spiccatamente tradizionale virata al jazz solo dal delicato fraseggio del piano, per passare alla semplice armonia di Un Buon Inizio (ricorda il riff di Sweet Jane….) e alla conclusiva onomatopea del sax / piano che con pronuncia stentata ed attutita rispettano il titolo del brano finale.

Un lavoro dalla struttura variata, sempre legato ai temi base dei brani, con forte capacità narrativa in grado di nobilitare un patrimonio culturale sovente dimenticato o emarginato in banalizzazioni commerciali: in grado di arrivare a molti e di restarci.

Track List

  • Tarantella del Gargano
  • Lu rusciu de lu mare
  • Espi
  • Sta strada
  • Silicium
  • Pizzica Fattincasa
  • Bella ci dormi
  • All’acqua
  • Un buon inizio
  • Danza nella nebbia