"Phanerothyme" era la parte buona della psichedelica nella mente di Aldous Huxley e i Motorpsycho hanno deciso di riprenderne non solo il nome, ma soprattutto l´essenza.
Lo stesso gruppo che aveva incantato il mondo del prog e dell´hardcore con una evoluzione continua carica di ardori chitarristici conferma di aver intrapreso una nuova ricerca sulla scia del precedente "Let them eat cake", lavoro incerto e discusso.
L´ep "Barracuda" aveva riacceso nei fans più accaniti la speranza di ritrovare quell´aggressività mai fine a se stessa che aveva reso il trio di Trondheim una cult band seminale.
Invece ancora una volta Bent e soci spiazzano tutti e compiono una nuova virata: si spegne l’autocombustione chitarristica su cui i Motorpsycho avevano lavorato fino a sperimentare infuocate jam strumentali, ma l´attitudine verso la musica rimane qualitativamente immutata.
Certo, parlare di orchestra, flauti, mandolini, oboe, violini, tromba, tromboni, tuba e così via, suona come una incredibile stranezza per un loro disco, ma non è che i Motorpsycho stiano chiedendo a pubblico e critica un ascolto molto più raffinato e libero?
Solo una volta accettata la realtà del cambiamento, arte di cui peraltro questi ragazzi sono sempre stati dotati, si può andare a scoprire i pregi del disco: innanzitutto bisogna constatare come i Motorpsycho, dopo anni di carriera e di dischi metallici, hanno imparato a cantare.
La vocalità, sia solista che corale, è diventata uno strumento di cui avvalersi per creare stacchi, raffinatezze e una scrittura diversa: l´approccio verso le canzoni è infatti mutato verso il pop e verso la cantabilità. Tutto questo senza scadere in leggerezze o sdolcinatezze, ma mantenendo alto il tasso d´intensità psichedelico.
Sia le ballate che i pezzi più mossi presentano passaggi che riportano alla mente i migliori King Crimson e Jethro Tull, ma non è di omaggio o di affinità di cui i Motorpsycho si stanno occupando. Semmai si tratta di ulteriori sperimentazioni condotte sulle proprie capacità strumentali e compositive. Tanta dedizione e tanto studio fa loro onore, ma è il risultato ad incantare: "Phanerothyme" è un disco che ha l´intensità dei migliori lavori della band.
Le strutture dei brani sono melodicamente aperte e complesse, con interventi che variano gli arrangiamenti a seconda dei singoli strumenti e lo stesso canto viene continuamente sostenuto da cori e seconde voci. In tutto il disco il suono delle chitarre, sia acustiche che elettriche, è più liquido che in passato, sempre ispirato e visionario, ma più libero di muoversi.
Unico appunto da fare al disco è "Going to California", grande pezzo, che però ha il difetto di presentare una parte strumentale che ripropone in maniera pedissequa "Light my fire" dei Doors. La California d´altronde è sempre stata uno dei pallini dei Motorpsycho (ricordate la cover stravolta di "California dreamin´"?) e non si fatica a perdonare loro questa debolezza.
La traccia finale “When you’re dead” riassume poi tutte le caratteristiche dell’album aggiungendo anche un tocco di mandolino country folk, antico amore mai dimenticato, e un assolo di tromba.
"Per rendere sublime questo mondo corrotto / prendete mezzo grammo di phanerothyme / Per scacciare l´inferno ed evocare il celeste / prendete una pinta di psichedelia", scriveva Huxley e dopo quasi un secolo ha ancora ragione. Grazie ai Motorpsycho.
Discografia:
Maiden Voyage - MC 1990
Lobotomizer - Album 1991
3 Songs For Ruth - 7" 1991
Soothe - Album 1992
8 Soothing Songs for Ruth - Album 1992
Demon Box - Album 1993
Mountain - EP 1993
Another Ugly - EP 1994
Timothy´s Monster - Album 1994
The Tussler - Album 1996
Wearing Yr Smell - EP 1994
The Nerve Tattoo - EP 1996
Blissard - Album 1996
Manmower - EP 1996
Sinful, Wind-Borne - 7" 1996
Babyscooter - EP 1997
Have spacesuit will travel - EP 1997
Lovelight - EP 1997
Angels and Daemons at Play - Album 1997
Starmelt - EP 1997
Ozone - EP 1998
Trust us - Album 1998
Hey Jane - EP 1998
Roadworks vol 1 - Album 1999
The Other Fool - EP 2000
Let them eat cake - Album 2000
Walking´ with J - EP 2000
Roadworks vol 2 - Album 2001
Barracuda - EP 2001
Phanerothyme – Album 2001
Track List: