Motorpsycho - Let them eat cake

Motorpsycho

Let them eat cake

1999 -

06/10/2001  |  di Matteo Zambrini

Tra le formazioni contemporanee che recuperano le sonorita´ dei 60´s / 70´s, i Motorpsycho sono certamente una delle piu´ eclettiche e variegate; nel loro calderone i tre norvegesi mescolano con druidica perizia riminiscenze di un´infinita´ di sonorita´ del passato, traendo spunto da moltissime realta´ musicali spesso antitetiche tra loro. Il risultato e´ una raccolta che colpisce innanzitutto per la varieta´ e per la totale disinvoltura con la quale si passa da uno stile all´altro evitando la frammentarieta´ nella quale e´ assai rischioso cadere compiendo operazioni simili. "The other fool", il primo pezzo, dopo una brevissima scarica di possente violoncello divampa in un progressive veloce e ritmato, arricchito da un´efficace sezione d´archi. Il suono e´ denso, corposo, e laddove archi, chitarre e tromba non si rincorrono mirabilmente, si aprono ariose parentesi introspettive e intimiste, fatte di pochi arpeggi e voce confidenziale. L´atmosfera cambia totalmente in pezzi come "upstairs-downstairs", che a sequenze vicina a colonne sonore di film americani anni ´70, alterna prodigiosi dedali di violino, chitarra e tromba, che da soli valgono quasi tutto l´album (o quasi), e "Big Surprise". Quest´ultimo, in particolare, si regge su una semplice melodia e appare come un insolito connubio tra Pink Floyd e Beach Boys. Interessante, ma non trascendentale. I Motorpsycho cambiano nuovamente pelle in "walking´ with J.", energica composizione di stampa marcatamente rock che spruzza nettare vitale dalle sonorita´ seventies. "Never let you out" cambia nuovamente traiettoria e penetra a tutta velocita´ nella galassia psichedelica, per poi modellarsi al colore di meravigliose stelle chiamate Pink Floyd, Spirit e Gong. Ma il vero capolavoro e´ "Stoined Glass", sognante e semplice quanto coinvolgente e romantica, tutta basata su un solare giro di chitarra che si ripete all´infinito su delicate armonie vocali, che sfumano per lasciare spazio a ulteriori geometrie chitarristiche che si appoggiano sulle prime con grande equilibrio e leggerezza. Pura estasi sonora. La successiva "My best friend" risulta senz´altro piu´ banale del pezzo precedente, pur essendo godibile nel suo approccio disinvolto e spigliato. "30/30" e´ l´ultimo pezzo, lungo tappeto elettronico a tratti interessante, a tratti un pochino inconcludente. E´ un ulteriore omaggio ai Pink Floyd (specie quelli di "Ummagumma" e "A Soucerfl of Secrets"). "Let Them eat cake" e´, in ultima analisi, un album eclettico che si adatta ai palati piu´ diversi. Se siete attratti dall´universo sonico dei 60´´s / 70´s, questa raccolta e´ per voi. Altrimenti, compratela lo stesso. Non ve ne pentirete.


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Track List:

  • The other fool
  • Upstairs-downstairs
  • Big Surprise
  • Walkin´ with J.|
  • Never let you out|
  • Whin that ghost|
  • Stoined Glass|
  • My best friend|
  • 30/30

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