Motorpsycho - Heavy Metal Fruit

Motorpsycho

Heavy Metal Fruit

2009 - Stickman Records

05/03/2010  |  di Paolo Ronchetti

La Band norvegese ancora una volta non rimane immobile, per la felicità di pochi e la rabbia dei molti che, trattando la musica come feticcio, mal sopportano qualsiasi divagazione dei propri eroi. Anche questo nuovo HEAVY METAL FRUIT non lascia tranquilli nell’ascolto. Il mondo Motorpsycho è sempre più pieno di sapori. Dalla iniziale 'Starhammer', in cui il lungo silenzio siderale viene interrotto da un bruciante riff metal che si evolve in un viaggio che ricorda i Dead più lisergici con fraseggi di chitarra leggermente jazzati, quindi con cambi dinamici dal piano al medio forte, e poi ancora chitarre a lavorare improvvisando e crescendo fino al ritrovo del tema iniziale che ricorda (vagamente) lo stacco di 'Born To Run' del Boss (si proprio quel motivo prima dell’ultima strofa…). Siamo al minuto ''11 del brano; ci attendono ancora un'ultima strofa, il riff e la ripetizione dello stessa partizione, che pero' non risolve il pezzo. Parte, infatti, quasi senza soluzione di continuità, il brano successivo. 'X-3 (Knuckelheads In Space) /The Getaway Special' è un'enfatica cavalcata che ricorda nel coretto un certo metal pop anni settanta (Great King Rat dal primo album dei Queen per fare un esempio). Anche questo è un brano di oltre nove minuti e, non potendo i nostri cavalcare sfrenati tutto questo tempo, dopo un climax parossistico il brano sfuma in una ritmica funky jazz in cui l’eco del Davis elettrico la fa' da padrone anche grazie all’apporto sensibile dell’amico 'Jaga Jazzist' Mathias Eick alla tromba. Siamo a 'The Bomb-Proof Roll And Beyond' e qui il gioco si fa troppo scoperto. L’evoluzione è troppo simile a quella dei due brani precedenti. Il brano, di 'soli' 6 minuti, dopo il suo tema sprofonda dapprima in un silenzio per poi abbandonarsi nel caos intorno alla metà del brano. Qui i richiami sono dei Pink Floyd: nella prima parte quelli di Animals e, nella parte più magmatica e meno riuscita, i primi Floyd barrettiani di Interstellar Overdrive. Nel finale viene recuperato il tema del brano e troviamo una chiusura affidata alle sole voci come a richiamare i Beach Boys. Si volta pagina, 'Close your eyes' è una ballatona pianistica arrangiata dal tastierista ospite Kare Chr Vestrheim con troppa dolcezza. Unico brano del disco a non superare i tre minuti e a non sbilanciarsi in improvvisazioni e cambi di ritmo; è un corpo estraneo nell’economia del disco. 'W. B. A. T.', penultima traccia di quasi 10 minuti, parte straordinaria e tesa con un’improvvisazione dai mille sapori che, indovinate un po’, cresce di intensità sino a trasformarsi nel "riffone" heavy trascinante e compatto che ci si aspettava. Dal mio punto di vista il disco potrebbe finire qui. Già la seconda parte di questo brano ha una schizofrenia che non convince e stanca. L’ultimo delirante e prolisso brano, venti minuti dedicati ai viaggi di Gulliver, è il brano più pretenzioso e meno interessante di tutto il disco nel suo allungarsi inutilmente in preda a una febbre prog/improvvisativa magniloquente ma con poco, pochissimo, senso e colma di inutili ripetizioni. Non un capolavoro questo Heavy Metal Fruit, definito da Bent Sæther 'la cosa più pesante che abbiamo fatto in 15 anni'; un disco a tratti bello e pieno di citazioni consapevoli e suonate con personalità. Un disco massiccio suonato con cura e desiderio.


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Track List:

  • Starhammer (feat. The Electric Psalmon)
  • X-3(Knuckleheads In Space)/The Getaway Special
  • The Bomb-Proof Roll and Beyond (for Arnie Hassle)
  • Close Your Eyes
  • W.B.A.T.
  • Gullible´s Travails (pt. I - IV)
  • I. Eye All-Seeing
  • II. The Elementhaler
  • III. Circle
  • IV. Phoot´s Flower (a Burly Return)

http://www.protosound.net Marte Live Mk Records A Buzz Supreme Pyxel.it