Mojo Filter - Mrs. Love Revolution

Mojo Filter

Mrs. Love Revolution

2011 - Club De Musique Records / IRD

Emergenti Rock

22/11/2011  |  di Gianni Zuretti

Parlare dei Mojo Filter pare non si possa fare, almeno a leggere le recensioni che hanno arricchito la rete, se non affrontando la noiosa ed in verità obsoleta questione della musica derivativa, nella fattispecie quella dei ’60 e ’70 alle cui peculiarità (fortunatamente per noi) fa riferimento la band bergamasca; ma che ce frega?! Niente direi, superiamo a piè pari il ragionamento se questo sia il peccato originale che “macchia” i Mojo Filter e diciamo che a noi interessano soltanto le belle canzoni supportate da altrettanto coinvolgenti sonorità e chiudiamo il conto dicendo “ben vengano quelli che le sanno fare con personalità” come avviene in Mrs. Love Revolution (bel titolo, bellissima copertina di Ferdinando Lozza). Grazie alla sempre benemerita etichetta Club De Musique, vero esempio  di passione indenne da mutazioni transgenico/commerciali, ecco finalmente il seguito dell’EP The Spell, uscito lo scorso anno, ben recensito su queste colonne a firma Vittorio Formenti, che anticipava il lavoro sulla lunga distanza. 

Mrs. Love Revolution non lo ridurrei però ad album di debutto tout court in quanto è indubbio rappresenti qualcosa di più in termini di concentrato di esperienze e  “trattenuta” voglia di bruciare le tappe, tipica ansia che prende ogni band di immortalare quanto prima su disco le proprie canzoni; loro non hanno ceduto alla fretta e, grazie alla paziente rifinitura del proprio sound e conseguente verifica capillare on stage della capacità di presa  sul pubblico delle proprie idee/canzoni, affinata in decine e decine di concerti, hanno sagomato a tutto tondo il sound della band dal 2007 ad oggi. Ecco perché questo è un album che si presenta maturo, che permette di apprezzare tutta l’esperienza accumulata, un lavoro in cui la grana grossa del live esplode in un suono sufficientemente sporco che rilascia emozioni ad alto tasso adrenalinico.  La piacevolezza ed i rimandi al sound dei dischi che abbiamo imparato a memoria ci sono ma vengono applicati con sufficiente personalità tanto da farlo sembrare un disco dimenticato nello scatolo di qualche etichetta di quei tempi.

A queste prerogative si aggiunga il sapiente lavoro di missaggio operato da quel volpone di Jono Manson nel suo studio di Chupadero, New Mexico che da molta credibilità a tutta l’operazione lasciandoci anche intuire quanto possano rendere i ragazzi dal vivo. Il resto lo fanno i ragazzi Alessandro Battistini (voce e chitarra), credibilissimo vocalist e front man, Carlo Lancini (chitarre), vera eminenza grigia della band, e la ritmica con Daniele Togni (basso e sa pure cantare!), l’ottima Jennifer Longo (batteria) rilevata in qualche brano da Giuseppe Favia, ciliegina sulla torta è ospite in tre brani Fidel Fogaroli (hammond, rhodes e piano) che riempie con la consueta personalità gli spazi a disposizione Ecco allora brillare brani come il blues trascinante e strascicato No Comment Please, perfetta sintesi tra le lezioni di Ten Years After, Cream e i contemporanei Black Keys, la radiofonica Lick me Up (Stones oriented), unico pezzo presente nell’EP e giustamente riproposto, la Creedence-iana The River, ipnotica ballata swamp schizzata fuori dalle acque fangose del Bayou. Divertentissima anche Las Vegas, è come se i Beatles avessero deciso d’interpretare una veloce country song.

Lunga vita ai Mojo Filter cerniera tra il rock del passato e quello del futuro che ciclicamente e inesorabilmente è obbligato a guardarsi indietro ogniqualvolta si arrotola attorno alla ricerca di nuove sonorità cosiddette alternative, alternative de che?! Questa è roba buona.


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Track List:

  • Just Like a Soldier
  • No Comment Please
  • What I've Got
  • The River
  • Las Vegas
  • Lick Me Up
  • Liar
  • Give Me More
  • Ragged Companion
  • Water Gun

Mojo Filter



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