17/04/2008 | di Massimo Sannella
Un disco “coabitato” da due giovani realtà “female” made in Roma, uno split che unisce due modi di intendere il rock suonato dall ”altra parte”. Sono le rockeuse Mia Wallace e la cantautrice rock Ilenia Volpe: un disco che fa pensare, da aprire un po’ alla volta, solo all’apparenza scontroso.
Ma, ovviamente dopo un rodaggio di più d’un giro di stereo, le cose cambiano; quello che poteva assurgere a vettore di curiosità/novità comincia a mettere a fuoco tutto il suo optometrico divario. Ne esce una tosta differenza sia di peso d’aggancio che di qualità tanto da stilare un “odioso, in parte, referto critico”: per quanto riguarda la prima “cinquina” giocata dalle Mia Wallace si sguazza in un rocketto vuoto, manieristico, da principianti , senza provenienza che destinazione , con quelle liriche da cheerleders da campus universitario e un’ uso di drumming e distorsioni tabellare, senza dentatura.
La band è ancora embrionale, la grinta non viene tirata fuori tutta come si dovrebbe, non basta imbracciare chitarre come cartuccere e picchiare batterie come tamburi di guerra per bellicare rock su un palco, e a parte due discreti episodi (“L’imperfetto particolare” e “Inutile incoscienza”), una riflessione “silenziosa” farebbe più boato.
Il vero cd esce allo scoperto in tutta la sua lucentezza nella seconda metà di quel “cielo sonico” che vede la cantautrice Ilenia Volpe assoluta ed unica protagonista del tutto. L’artista si porta immediatamente a quotazioni alte con un rock intimista, deviato, cantautorale, in apparentamento filosofico tra la Consoli, vaporizzazioni della Di Marco (“I tuoi demoni”), distorsioni di ubriacatura punk alla Mumble Rumble, Soon, Prozac + (“Samypunk”), convusioni grunge (“Rifugi”), emulsioni eteree solo piano e cuore bolero (“Odori non chimici”).
Non me ne vogliano le Mia Wallace, ma non potevano scegliere peggiore “oscurazione” che dividere questo lavoro con questa bravissima artista, che da dietro la sua chitarra insegue il fiotto continuo dei pensieri, delicati e aspri e dolorosi sguardi alla vita, amori, cantati e suonati con orgoglio indipendente di donna musicista, che suona quei timbri di chitarra slabbrata, dietro alla voce che trafigge come piccoli aghi di emozione.
Una grande performer Ilenia Volpe, che dà biada a tanti “maschietti rockers”, dei quali Ani DiFranco un giorno disse “delicati uomini-origami, che hanno bisogno di donne che li modellino”.
Track List: