04/02/2012 | di Alexandra Lagorio
Nell' infinito ripescaggio nel passato al quale stiamo assistendo nell'indie italico sono caduti anche Marco Pagot e Alessandro Antonel, ovvero i Maja Galattici, noti ai più come membri della band indipendente ormai defunta, Chinasky.
Tra funkeggianti riff anni '70 (Green green town), coretti e tematiche west-coast (Sad and tired, Mrs Death), echi brit pop del dopo Gallagher (Our house is burning down this summer) è davvero poco quello che riesce a oltrepassare l'assettica barriera formata da synth, korg, organi elettrici e testi in inglese che in questo caso non fanno che aumentare la distanza dall'ascoltatore.
A difesa dei Maja Galattici, cosa che non stupirà nessuno, va detto che Analogic signals from the sun è un disco perfetto: non una nota di glockenspiel fuori posto, non una tastiera invadente, non una voce stonata (nonostante alcuni falsetti tirati al limite), una stratificazione sonora enciclopedica, grazie anche al tocco al mixer di Marco Posocco (PFM, Scisma, Morgan, Afterhours).
Tuttavia cotanta attenzione ai dettagli non basta a creare qualcosa che vada oltre un'oretta di ballate spacy psichedeliche e ammiccanti.
Resta la speranza che a dicembre di questo 2012, quando arriveranno sulla terra (e magari nella scena musicale nostrana) i Maja Galattici della profezia, portino con loro un po' di imperfezioni, un po' di animo punk, un po' di quel sano "osare" che stravolge il sangue e i nervi acustici di chi ascolta.
Track List: