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Jazz Blues Black

Max De Aloe

Apnea

2010 - Abeat
01/03/2010 - di
Max De Aloe é un artista di Busto Arsizio (Va) formatosi con lo studio del pianoforte classico e poi evoluto verso il mondo del jazz e dell’armonica cromatica, strumento per il quale è oggi uno dei massimi referenti nazionali. ´Apnea´ è il suo settimo lavoro realizzato in duo con il pianista Bill Carrothers, musicista del Minnesota con un’interpretazione dello strumento simile a quella di Bill Evans. Il lavoro nasce da una lettura che Max fece in Egitto di un romanzo del giapponese Haruki: Italia, America, Giappone e terra dei faraoni si fondono quindi in una premessa che può dare adito alle aspettative più disparate. Organicità e continuità sono invece la spina dorsale di questo bellissimo lavoro che riesce ad evitare l’effetto ´insalata´ mantenendosi rigorosamente coerente allo spirito degli artisti. Ben lungi dall’essere una colonna sonora del libro il disco è un autentico ´concept´ con una sua linea evolutiva, sorretta dall’ispirazione che Max ha ricavato dalla scrittura di Haruki. La musica è rigorosamente di stampo occidentale, jazz nella misura in cui ricorre all’improvvisazione ma anche ambient per la capacità evocativa di paesaggi e narrativa di sensazioni. Il brano di apertura esordisce con timbri quasi da deserto western per poi virare a tinte impressioniste, leggere e figure ritmiche diverse tra armonica e piano, ottimamente integrate sulle cadenze e nell’interplay. Questa sintesi estetica si ritrova in altri passaggi come ´Dolphin Hotel´ o ´Naoko’s Theme´, in cui si amplifica anche una certa verve contemplativa. Altri momenti risultano più strutturati, come ´Haruki plays the words´ e ´Dear heart´, che vira quasi al classico romantico. In altri episodi si ritrovano citazioni di temi noti come in ´Norwegian Wood´ (Beatles), in ´Vito´ (frasi di Nino Rota) e in ´Haruki plays the word´ (Glenn Miller), come baricentri sparsi in trame altrimenti personali. ´Underground´ spicca per la sua scheletricità armonica e il suo ritmo ipnotico che ricorda certi aspetti del Keith Jarrett più essenziale. Il tutto con una importante sensibilità melodica, come peraltro ci si può attendere da un disco imperniato sull’armonica. Jazz moderno o, più correttamente, musica totale, profondamente radicata nel patrimonio che il XX secolo ha lasciato non solo per una pura ricapitolazione ma per partire verso nuovi lidi.

Track List

  • Lontano, infinitamente lontano
  • Dolphin hotel
  • A sort of dance
  • Naoko’s theme
  • Underground
  • Haruki plays the words
  • Dear heart
  • Norwegian wood
  • Araby
  • Pack
  • Vito
  • Naoko’s theme

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