Harlem Nocturne<small></small>
Jazz Blues Black − Jazz − Swing & Blues

Martha J. Quartet

Harlem Nocturne

2012 - Classidra Records
30/05/2012 - di
Martha J. é un’artista milanese che iniziò la propria carriera nella scia del folk e del pop (fine anni ’80) con anche una partecipazione al Festival di Sanremo con i Proxima (1990).
Da ormai più di dieci anni Martha si dedica al jazz producendo lavori di cui due dedicati agli standard – That’s it  e No one but you, entrambi del 2008- ed uno di composizioni realizzate in collaborazione con il pianista Francesco ChebatDance your way to heaven del 2010.

Mantenendo la cadenza biennale Martha esce con questo suo quarto lavoro ancora dedicato a standard per una rilettura di certi songbook degli anni ’40 salvo qualche eccezione come  Let the wind carry me, composto nientemeno che da Joni Mitchell.

Martha è parte di un quartetto nel quale si uniscono, oltre al piano di Chebat, il contrabbasso di Roberto Piccolo e la batteria di Stefano Bertoli; nel disco va però evidenziata anche la partecipazione, come ospite, di Guido Bombardieri al sax e ad uno stupendo clarinetto basso.
 
Il repertorio da cui Martha prende spunto è quello dello swing, del Tin Pan Alley e delle ballate bluesate alla Ella Fitzgeald condite con una verve più bianca, da intrattenitrice notturna alla Peggy Lee.

La voce raramente cerca la perfezione cristallina o l’esibizione  su più ottave preferendo la sottolineatura ritmica (si ascolti in questo senso la bellissima Cry Me a River) e l’interpretazione adulta, resa moderna dal limitato ricorso allo scat e soprattutto al trillato presente solo in April in Paris .

I brani sono proposti in forma canzone con una staffetta realizzata principalmente col pianoforte, che si alterna pariteticamente ribadendo il tema con decorazioni più che con vere e proprie improvvisazioni.

Le esecuzioni sono quindi in generale molto compatte, rigorosamente tonali, tematiche  ed essenziali sia nella struttura che nel ricorso ai timbri; la sezione ritmica detta il beat in modo onesto lasciando la front-line alla voce ed alle tastiere; queste si distinguono nello staccato deciso e chiaro valorizzato soprattutto nei passaggi down – tempo, nei quali il peso e la durata di ciascuna nota è decisamente assaporabile.
 
Gli interventi dei legni di Bombardieri sono dosati ma apprezzabili  per il movimento che conferiscono ai brani, sia quando si tratta del pigro clarinetto basso (Harlem Nocturne) che del più dinamico sax (It's All Right With me, Let The Wind Carry).
 
Paradossalmente comunque il meglio del lavoro, a nostro modestissimo avviso, si riscontra nel pezzo meno tipico della scaletta, quel Let The Wind Carry  in cui la penna di Joni Mitchell emerge fin dalle prime note cantate e prosegue in quella flessibilità ed apertura armonica tipica della grande canadese; qui il combo appare perfettamente all’altezza della situazione e, complice forse una matrice originale più libera, offre slanci altrove più controllati.

Più che mainstream Harlem Nocturne è una rilettura di una tradizione proposta con sensibilità attuale e con molta accessibilità, facendone un’opera in grado ai soddisfare molti tradizionalisti ma anche di attrarre non specialisti divulgando la nobile arte dell’intrattenimento di classe.

Track List

  • It’s All Right With Me
  • God Bless The Child
  • It Had To Be You
  • Harlem Nocturne
  • April In Paris
  • Cry Me A River
  • It’s Only A Paper Moon
  • Let The Wind Carry
  • I Thought About You
  • Isn’t It Romantic
  • Embraceable You