Mark Erelli - Hillbilly pilgrim

Mark Erelli

Hillbilly pilgrim

2004 - Signature Sounds Recordings

17/03/2004  |  di Christian Verzeletti

Mark Erelli continua il suo viaggio nella musica americana: dopo aver penetrato l’anima del New England con quel piccolo capolavoro che era “The Memorial Hall Recordings”, pubblica ora “Hillbilly Pilgrim”.
Undici canzoni suonate con la country band degli Spurs e con il fido Lorne Entress, ormai stabile anche nel ruolo di produttore. Come nelle sue caratteristiche Erelli propone un album che è una piacevole ricerca nella storia dell’american music: più che al folk e al country, il suono questa volta guida alla scoperta dello swing anni ’30 e ’40. Il riferimento va a quella musica innovativa (Bob Willis e Hank Thompson) che all’epoca era eseguita da big band jazz con una strumentazione e uno spirito derivante dal country.
Grazie alla gentilezza che è innata nella sua voce e nella sua scrittura, Erelli riesce ad evitare il rischio di suonare pedante. Piuttosto “Hillbilly Pilgrim” è un disco popolare nel senso più nobile del termine. Il tragitto è rivolto a Sud, dalle parti di Austin, anche se lo spirito ruspante del Texas viene comunque affrontato con le maniere educate e forbite di un bostoniano.
Per intensità il lavoro è un gradino inferiore al precedente “Memorial Hall”, ma ci sono alcuni picchi che si alzano ben oltre la media: “A bend in the river” è una ballata di stampo classico, un esempio perfetto di come Erelli sia abile nel deviare il corso della melodia. Con la stessa discrezione si sviluppa anche “Pilgrim highway”, una folk song che sfocia in un gospel delicato di notevole fattura.
Il resto è un susseguirsi di canzoni che scorrono senza intoppi, velate di un lieve sorriso: tra uno swing alla Lyle lovett e un rockabilly alla Carl Perkins, Erelli canta di storie quotidiane con la stessa dolce e reale ironia con cui critica il presidente Bush (“Troubadour blues”).
In “Pretend” convivono il sapore antico di un lieve ragtime e la voce moderna di Erin McKeown.
“Hillbilly Pilgrim” è un disco intelligente e vivace, giocato sulle sfumature virtuose della fiddle di Rich Dubois e delle chitarre di Jerry Miller, ma soprattutto sull’approccio dell’autore che ha la purezza di un pellegrino in viaggio con il suo premuroso carico di fiducia. È questo sguardo che permette ad Erelli di non suonare mai datato: il suo tocco è umile e personale.
Anche quando sceglie di percorrere sentieri già battuti, Erelli mantiene un passo leggero: non ha la presunzione di scoprire nulla né di cancellare le impronte di quanti lo hanno preceduto.
Semplicemente invita a notare piccoli scarti del percorso, deviazioni minime che altrimenti rischierebbero di passare per scontate.


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Track List:

  • Brand New Baby|
  • Troubadour Blues|
  • A Bend in the River|
  • Pretend|
  • The Farewell Ball|
  • Let´s Make a Family|
  • Troubles (Those Lonesome Kind)|
  • My Best Was Just Not Good Enough (for You)|
  • Fool No. 1|
  • Ain´t No Time of Year to Be Alone|
  • Pilgrim Highway

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