Marco Notari - Babele

Marco Notari

Babele

2008 - Artes Records/EMI

04/02/2009  |  di Ambrosia J. S. Imbornone

Il secondo album di Marco Notari è un disco di particolari, eppure un disco di insieme. Rispetto al lavoro d’esordio, “Oltre lo specchio” (2006), la scrittura dell’artista torinese (classe 1979) ha acquistato maggiore consapevolezza di sé e, grazie anche al fondamentale contributo di Giulio Casale nella produzione artistica, si esprime attraverso arrangiamenti sottilmente diversificati che disseminano nelle dodici tracce dettagli da cogliere con l’orecchio e con l’animo proteso verso le sfumature emotive della storia di Lucia e Cristiano. Siamo infatti davanti ad un concept, ma ogni capitolo del racconto resta in piedi anche da solo, grazie alle invenzioni linguistiche dei testi, che giocano con le parole e a tratti riescono a ben gareggiare con la poesia, ma soprattutto grazie alla musica, che orienta ed esalta il mood dei pezzi, esaltando di ognuno il potere di evocazione. Ogni particolare musicale insomma è utile in sé e utile al brano, in costruzioni sapienti che risultano nell’insieme pure dirette e coinvolgenti. Così nella liricheggiante “Amore e psiche” sontuoso e rotondo è il suono del rhodes di Notari, struggenti i suoi synths, delicati gli arpeggi di chitarra elettrica, malinconici i riff; la drammatica “Lucia ha una pistola” muove dalla tristezza della trama di chitarra acustica, ma si gonfia di inquietudine grazie alle chitarre elettriche psichedeliche e agli inserti di viola e sa parlare senza parole nel finale strumentale, sostenuto dall’ottima base ritmica di Roberto Sburlati (basso) e Pasquale Caterisano (batteria), in evidenza anche nell’efficace “Porpora”. Con Notari infatti, come sempre, i fidi Madam, sicuro valore aggiunto di un disco molto (e ben) suonato, in cui soprattutto le prime sette tracce scorrono di filato come se ognuna completasse l’altra in un unico lato di un LP. Si passa dall’elettronica e dal glockenspiel di Notari e di Andrea Bergesio dei brani di apertura e chiusura (in perfetta circolarità) e dalle robuste chitarre elettriche di Ghego Zola e Lorenzo Serra a ballads come l’onirica “Anch’io perduto ormai” o come la precedente prima parte del sogno di Cristiano, la sobria e lancinante “Su un treno che muove verso il nulla”, brano per voce, piano e viola che ha l’accoramento di certe composizioni di Thom Yorke; eppure questo resta un lavoro compatto, che nella sua varietà ricercata di pieno impatto avvolge, sommerge e trascina soprattutto con il trittico di rabbia e passione “Piuma”-“Babele”-“Io non mi riconosco nel mio stato”, ma anche accarezza con rivoli di brividi tra la chitarra slide, il piano e il ritmo cadenzato di “Arrivederci”. Non siamo di fronte a sconvolgenti innovazioni musicali, ma più di un brano fa pensare alle canzoni che gli Smashing Pumpkins non ci sanno più regalare e non è poco. Come non è poco che un disco riesca ad arrivare e a restare ascolto dopo ascolto, consolidando la sua forza, senza concessioni ai canoni scontati del pop, e dimostri qualità, senza diventare per questo inaccessibile. Babele è terra, non plastica, né cristallo. Per fortuna.


Condividi:


Track List:

  • CRISALIDE|
  • PIUMA|
  • BABELE|
  • IO NON MI RICONOSCO NEL MIO STATO|
  • AMORE E PSICHE|
  • LUCIA HA UNA PISTOLA|
  • PORPORA (IL SOGNO DI LUCIA) |
  • SU UN TRENO CHE MUOVE VERSO IL NULLA (IL SOGNO DI CRISTIANO PT.1) |
  • ANCH’IO PERDUTO ORMAI (IL SOGNO DI CRISTIANO PT.2) |
  • LA MIA VITA E’ UN INVESTIMENTO SICURO|
  • SACRILEGIO DI LUCE|
  • ARRIVEDERCI

Marco Notari



Leggi anche:

Recensioni:

Pyxel.it A Buzz Supreme Mk Records Marte Live http://www.protosound.net