Marco Iacampo - Marco Iacampo

Marco Iacampo

Marco Iacampo

2010 - Adesiva discografica

Emergenti

14/06/2010  |  di Andrea Rossi

Dopo le esperienze come frontman degli Elle, tra 1996 e 2001, e le riuscite escursioni indie rock a nome Goodmorningboy, Marco Iacampo riparte per un nuovo percorso con questo disco, che esce a oltre 5 anni dalla sua ultima pubblicazione e che rimescola profondamente le carte. Si abbandonano i testi in inglese e le atmosfere lo-fi, frequentate negli anni passati, per proporre un disco di pop raffinato, cantato in italiano e composto da 13 canzoni che crescono all’ascolto, piano piano. Rispetto al passato, però, resta, sottopelle, la matrice rock americana, che attraversa ogni brano, profumandolo di rock, blues, country e folk. Sul piano musicale, il disco incrocia infatti la forma della nostra canzone d’autore (su tutti, il De Gregori in versione dylaniana) con un suoni ed arrangiamenti di estrazione folk rock USA ed un’intenzione pop, che in qualche modo rimanda a Pacifico e Venuti, e che è il punto debole del disco. Un disco di dettagli, che può essere ascoltato in cuffia per cogliere in pieno il lavoro di cesello degli strumenti e gli incastri minimali che regalano ai brani la delicata fragilità che appare il loro tratto caratteristico. Splendide, ad esempio, le chitarre di Iacampo e Massaron, quest’ultimo in libera uscita dai consueti contesti rock/free jazz,che preziose delineano ogni brano con suoni sempre ben calibrati ed efficaci. Il risultato è una serie di canzoni accessibili e raffinate nel tappeto sonoro, che vogliono arrivare all’ascoltatore e farsi capire, attraverso la strada della comunicazione sincera e diretta, e della semplicità dei suoni. Che non deve essere intesa come banalità. Difficile fare una classifica dei brani, che sono tutti di buon livello, a conferma della qualità compositiva e della serietà del lavoro svolto. Tra i più significativi si segnalano la ballad dondolante 'Che bella carovana', già pubblicata sulla compilation 'Il paese è reale' curata dagli Afterhours, 'Miracolo eccezionale' una delle canzoni più FM, l’eterea love song 'Dove ti vengo a prendere', 'Navigo nell’oro' e 'Bellissimo universo'. Tra i limiti del disco, però, la sua stessa aria sospesa, non del tutto definita, in alcuni momenti anche un po’ trattenuta, che rende il lavoro privo della grinta necessaria e del colpo in canna che serve per ingranare la marcia. Alcune atmosfere, inoltre, ricordano forse un po’ troppo la scrittura di Mario Venuti ('Uno', 'Tutto a posto'). In sintesi, un buon punto di ri-partenza, o forse di ritorno, che ci si augura sia seguito da futuri affinamenti e progressive messe a fuoco degli obiettivi, per rendere più corposo questo songwriting sospeso, come anche la poetica solitaria del suo autore che ci ha abituato a scarti improvvisi, come un cavallo di razza forse non ancora completamente pronto ma di cui vale sempre la pena di seguire il cammino. Ed è bello immaginare che su questa intenzione si chiuda il disco, con l’ultima canzone 'Cavallo Bianco': 'C’è un bel cavallo nero/cavalca nel futuro/come confonde quel suo manto/e questo scuro'.


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Track List:

  • Che bella carovana
  • Uno
  • Miracolo eccezionale
  • Dove ti vengo a prendere
  • Tutto a posto
  • Tornare a casa
  • Bellissimo universo
  • Navigo nell’oro
  • La stessa cosa
  • Quando arriva la pace
  • Il mio lavoro
  • Un solo passo
  • Cavallo bianco

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