Macina / Gang - Nel tempo ed oltre, cantando …

Macina / Gang

Nel tempo ed oltre, cantando …

2004 - STORIE DI NOTE / SUONIMUSIC

15/04/2004  |  di Christian Verzeletti

Finalmente un disco dei Gang, anche se parlare di ritorno è improprio perché la band dei fratelli Severini non si è mai ritirata dalla scena, almeno da quella vera della strada.
Comunque, ottusità del nostro sistema musicale a parte, i Gang “ritornano” e non lo fanno da soli. Giusto che sia così, perché ogni loro disco non è mai stato “solo” un disco dei Gang.
Con loro c’è il gruppo di ricerca e di canto popolare la Macina, formazione marchigiana capitanata da Gastone Pietrucci, con alle spalle trentacinque anni di carriera: due storie che si intrecciano su un terreno comune, che è quello delle Marche e soprattutto quello della protesta libertaria, della canzone nella sua forma più viva.
Così in queste undici tracce ci stanno il rock e il punk, il folk e le arie popolari, tutta materia che i fratelli Severini hanno già dimostrato di poter penetrare a fondo.
L’operazione ricorda quella condotta da Francesco De Gregori con Giovanna Marini, con la differenza che questo progetto è per sua natura più vivo e meno povero, per una questione che è di numeri e di forza, dal momento che attinge ad un genere vasto come il rock.
Si sa che scambio e condivisione sono concetti che i Gang amano applicare sul piano umano come quello musicale e in questo senso è impostata la scaletta del cd: ruoli ed interpretazioni passano di mano in mano, di strumento in strumento, mentre le voci di Marino e di Gastone si alternano.
Queste sono canzoni per chi ha ancora un briciolo di vita da immettere nella storia, in quella propria, di singolo individuo, e in quella comune, di popolo.
La voce di di Marino è fiera come sempre, si erge a baluardo, mentre quella di Gastone porta con sé un senso dignitoso di fatica, è segnata dal logorio opprimente del tempo: se una è bandiera, l’altra è vento, che soffia incessante e carico di polvere. Allo stesso modo da una parte ci sono gli squarci di chitarra di Sandro e dall’altra il lavorio delle voci e di strumenti che recuperano canti satirici, di prigionia, di lavoro.
A colpire sono soprattutto i brani di origine popolare come la cantilena di “Carida’ carida’ ssignora” trasformata in un rock’n’roll arrembante o la filastrocca iterativa di “Cioetta cioetta” che acquista un fondo di spessore cupo con chitarre e tastiere.
“Fra giorno e nnotte so’ ventiquattrore” è un canto in ottava rima in cui l’andamento tradizionale assume di sé l’impatto del rock, ritrovando e rinvigorendo la propria forza originaria.
Se è ormai provato che è possibile fare del (vero) rock in italiano, non è ancora chiaro quanto questa musica possa affondare le sue radici nella nostra tradizione e viceversa. Alla fine il canto epico di “Eurialo e Niso” diventa perciò emblema di una fratellanza, che è umana, storica e musicale.


Condividi:


Track List:

  • Le radici e le ali|
  • Kowalsky|
  • Stavo in bottega che lavoravo|
  • La pianura dei sette fratelli|
  • Carida’ carida’ ssignora|
  • Iside|
  • Cecilia (Nigra 3)|
  • Cioetta cioetta|
  • Sesto San Giovanni|
  • E’ ffinidi i bozzi boni|
  • Fra giorno e nnotte so’ ventiquattrore|
  • Eurialo e niso

A Buzz Supreme Pyxel.it Mk Records http://www.protosound.net Marte Live