Lucinda Williams - Blessed (DeLuxe Edition)

Lucinda Williams

Blessed (DeLuxe Edition)

2011 - Losh Highway

Americana Songwriting country rock

21/03/2011  |  di Marcello Matranga

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Ci sono dischi che di colpo entrano nell'olimpo dell'imprescindibilità, ora ed in futuro. E questo Blessed, decimo lavoro in studio della songwriter di Lake Charles, rientra a piene mani in questa categoria. E non suoni strano tutto ciò pensando che la Williams già ci ha regalato in precedenza almeno tre album di straordinaria fattura, come Car Wheels On A Gravel Road (1998), Essence (2001) e West (2007). Che questo fosse un disco cui Lucinda tenesse molto, lo si poteva comprendere dall'imponente battage pubblicitario messo in piedi dalla Lost Highway con un disco pubblicato con copertine ed edizioni diverse.
Fino ad arrivare a quella intrigantissima atta a festeggiare i 10 anni di questa splendida label, costituita da un dopiio album in vinile bianco o trasparente a scelta. 

Ma visto che è il contenuto a decidere la grandezza di un album, qui siamo di fronte ad un disco zeppo di canzoni spettacolari, dove la cifra stilistica della Williams tocca vertici compositivi totalmente a suo appannagio, e musicali, grazie anche ad un chitarrista monstre come Val McCullum che giganteggia tra i solchi con rasoiate elettriche di rara efficacia. Una volta tanto il titolo del disco sembra essere perfettamente aderente al suo contenuto finale, con una scrittura "benedatta" da uno stato di grazia non indifferente. E questa volta, come spesso buona parte della critica ha sempre fatto notare, non sono solo le ballate a giganteggiare (basterebbe ascoltare la struggente Copenahgen, dedicata al ex manager scomparso qualche anno fa o l'altrettanto toccante Soldier's Song per rendersi conto della bravura di Lucinda nello scrivere), ma anche i pezzi tirati e furenti come Seing Back, che "lascia" andare le chitarre elettriche a briglia sciolta nella parte finale (con Elvis Costello a farla da padrone alla sei corde)  a destare entusiasmo, lasciando pregustare cosa potrebbero essere pezzi dal genere on stage, dilatandosi ulteriormente, come forse solo i Wilco saprebbero fare. 
 
Menzione di merito, tra le altre per la title track, una perla destinata alla stessa esaltante emozione che contraddistingue la già citata Seing Back,
E non bastasse la meraviglia di un disco che, a costo di ripersi, è in toto un disco spettacolare, si aggiunge, nella DeLuxe edition, l'album nella sua costruzione iniziale, acustica e casalinga, visto che le canzoni sono state registrate nella cucina di casa Williams.

Un pò lo stesso lavoro fatto da Mary Gauthier recentemente con la pubblizione di The Foundling Alone, ovvero le versioni acustiche iniziali dei pezzi che poi finiro per costituire il disco fatto e finito. Tutto funziona alla perfezione, dai musicisti alla produzione affidata alle mani sapienti di Don Was, Eric Liliijestrand e Tom Overboy. Lo vedremo in cima alle playlist di fine anno.  
    
 

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Track List:

  • Buttercup
  • I donīt know how youīre livinī
  • Copenhagen
  • Born to be loved
  • Seing back
  • Soldierīs song
  • Blessed
  • Sweet love
  • Ugly truth
  • Convince me
  • Awakening
  • Kiss like your kiss

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