Luca Gemma possiede la fisionomia artistica del cane sciolto: libero da catene che vincolino a precisi ed ingombranti modelli della tradizione italiana, procede per la strada del cantautorato anche in questo suo secondo disco da solista, dopo l’esperienza di frontman degli straordinari (e misconosciuti?) Rossomaltese, sfoderando una personalità antiretorica e un realismo umoristico e diretto, che, anche quando raggiunge vertici di fulminea poesia introspettiva, ha la freschezza di una schiettezza aliena da calcoli a tavolino.
“Tecniche di illuminazione” attraversa le ombre della vita, in cui si percepisce il trascorrere del tempo, in attesa di una rivelazione di senso, di brevi bagliori evanescenti che illuminino la ragione o investano di luce improvvisa e rasserenante l’oscurità di un viaggio al centro della notte scandito da silenzi di riflessione o acceso dei colori carichi della sensualità.
Intanto, proprio con il passare del tempo, la voce di Gemma si è arricchita di ulteriori sfumature: ruvida e vellutata a un tempo, da essere quella di un rocker, è ormai quella black di un soul-man bianco, che “Al pop del giorno” preferisce “il soul” senza scimmiottare modelli made in Italy. Nelle ritmiche e nelle linee di piano vibrano infatti frequentissimi cenni di blues e ad arpeggi di chitarra acustica sospesi tra l’acoustic rock à la Ben Harper e il cantautorato indie dell’ex compagno di strada Pacifico (v. l’emozionante e inquieta piccola perla “Cinema d’inverno”). In “Muhammad Ali”, che grazie anche al groove anni ’70 pulsa dell’ipervitalità di sentimenti e sensi, la sequenza di lettere del nome del pugile, emblema di coraggio e di una forza sbrigliata e fluida, acquista un potenziale infinito di seduzione, grazie ad un’interpretazione da applauso e alla programmazione del produttore artistico del disco, Paolo Iafelice, già fido collaboratore ai tempi dei Rossomaltese.
In questa seconda prova l’artista romano dimostra di aver acquisito peso specifico come cantautore: fedele alle sue regole di composizione, che penetra negli equilibri instabili e nelle contraddizioni aperte del quotidiano evitando l’enfasi drammatica, Gemma ha la grazia della donna-farfalla di “Così leggera”, che adatta ridimensionati sogni e voli alla fragilità della dimensione umana e alla misura musicale della sincerità d’espressione artistica.
Track List: