Mentre scrivo, siamo a cavallo tra l’undici e il dodici. Ovunque trovate le compile di fine anno in free download – ed alcune sono anche molto belle - e si ha l’occasione di leggere (e rileggere) i titoli delle canzoni e delle uscite dell’anno. E tra i dischi e i nomi ci sono alcuni che arrivano così, quasi per caso, con le loro storie del tutto personali che, in modo inevitabile, diventano universalmente anche tue.
L’orso era già stato una bella sorpresa con il primo ep, L’adolescente, e ritorna ad esserlo ora con il nuovo lavoro, La provincia, uscito in autunno per l’etichetta discografica Garrincha Dischi.
Lo spazio temporale è sempre quello e lo spazio fisico pure. La provincia, per l’appunto! Così intima e accogliente, così periferica e lontana, come solo la provincia sa essere. Parole dirette e concetti concreti. Storie private che diventano universali. Cinque tracce descrivono in modo semplice e ricercato La provincia, in cui tutto si svolge automaticamente e in cui tutto avviene sotto gli occhi di chi osserva “quel paesaggio che attraversi in bicicletta quando dal paese ti dirigi verso la città”.
L’urgenza dei testi e la consapevolezza dello stato di cose dimostrano che “l’era” dell’adolescenza si è chiusa. Adesso ci si sofferma a parlare di comunicazioni assenti nell’epoca dei network, o di attimi di disorientamento fisico e mentale. Invitami per un tè, è una riconciliazione possibile, un augurio a star meglio – un augurio fatto a mo’ de L’orso; un leggero pensiero sul passato e sul futuro. Dinamica nel sound e pungente alla gola. Tra i cuori precari e la dissocupazione i pezzi folk si evolvonodiventando pop, più veloci, più allegri (Avere ventanni)…
L’orso è tornato in grande forma. La provincia è un pezzo di quell’Italia che, per svariati motivi, continua a piacerci.
Augurandovi di chiudere bene ed iniziare benissimo vi inoltriamo Baci dalla provincia.
Track List: