Turisti della democrazia<small></small>
Emergenti − Alternative − welfare pop, punk, electro-pop

Lo Stato Sociale

Turisti della democrazia

2012 - Garrincha/Venus
06/03/2012 - di
Una miscela esplosiva dove (…) l’ironia è l’unico mezzo per poter descrivere certi casi umani.

Ve li presentavo con queste parole meno di un anno fa, quando vi parlavo del loro ep L’amore ai tempi dell’Ikea. E i cinque ragazzi di Bologna son tornati, ora col disco vero e proprio, il primo, Turisti della democrazia si intitola – uscito per Garrincha Dischi. Ovviamente parliamo de Lo stato sociale.

Una corsa a perdifiato nel beat, tra risate, sorrisi e riflessioni – loro sono bravi in questo! Tra pezzi inediti e pezzi nuovamente arrangiati (Sono così indie, in particolar modo e sempre molto carina!), “rime  caustiche e melodie vischiose” si arriva al primo lp. Turisti della democrazia è ciò che mi piacerebbe definire come una riflessione ed uno schiaffo alla società moderna. Una coerente presa di coscienza. Un modo di parlare d’amore (e di abbandoni e paure), di strade che si uniscono e che si separano, di precarietà, di molte cose e di poche cose.

Il sound, come vuole la canzone pop d’autore, è fatto di sonorità molto orecchiabili, quasi commerciali (se non fosse per il messaggio che lanciano – meno commerciale e più profondo di quel che sembra!). Apre l’album un brano che racconta la vita in Italia, la modalità e le "istruzioni" per vivere, ma soprattutto si tratta di un pezzo in cui emerge tutta l’originalità di scrittura e di pensiero de Lo stato sociale; questa era Abbiamo vinto la guerra. Il disco si muove tra l’italo dance di Maiale o di Vado al mare e la più trash musica elettronica che ci fa tanto ballare (Ladro di cuori col bruco).

Ma il momento più bello è leggere i testi delle canzoni, rileggerli; ti fermi e la musica trash è lontana. Resta solo un pensiero: Mi sono rotto il cazzo degli esperimenti del frequentiamoci ma senza impegno, stiamo insieme ma non vediamoci che poi ho paura (…) Mi sono rotto il cazzo di me stesso, che mi conosco fin troppo bene e ho ancora tutta la vita davanti. Che cazzo faccio da qui fino alla pensione? – se mai ci arriveremo, noi! E ancora pezzi euforici, all’ascolto dei quali è impossibili restare fermi, dai metti l’orecchio qua e arriva estiva e pop come si deve, un po’ “latineggiante” (anche se non si può dire, noi lo diciamo!), Quello che le donne non dicono. Chiude l’album un pezzo che mi piace definire onirico, perché è stato il più complesso da decifrare… forse un pensiero, un momento di riflessione unico: vuoi una seggiovia sull’oceano o una pista da sci sulle scale? (Seggiovia sull’oceano).

Ci vuole un giudizio rotondo e completo: loro suggeriscono questo. Io li ho seguiti e non mi resta che consigliarveli. Applausi!

Track List

  • ABBIAMO VINTO LA GUERRA
  • MI SONO ROTTO IL CAZZO
  • CROMOSOMI
  • VADO AL MARE
  • SONO COSI' INDIE
  • MAIALE
  • LADRO DI CUORI COL BRUCO
  • AMORE AI TEMPI DELL'IKEA
  • QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO
  • POP
  • SEGGIOVIA SULL'OCEANO

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