09/06/2010 | di Francesco Bove
Bastano pochi secondi per capire che città stiamo visitando, che volti stiamo conoscendo, il linguaggio dell'insolito clan. L'atmosfera è surreale, calda, sembra di passeggiare in quelle vecchie città dell'entroterra calabrese, soleggiate, le vecchiette vestite di nero fuori alla porta della loro casa che ti fissano mentre in piazza tutto viene preparato per la festa del santo patrono. E questi ragazzi spensierati che cominciano a provare la loro musica, apparentemente scanzonata ma satirica, mordace, energica, che racconta uno spaccato veritiero della nostra società. Ascoltandoli, vengono in mente Roy Paci & gli Aretuska, Rino Gaetano, Vinicio Capossela ma lo stile è assolutamente personale, disinvolto, tipicamente italiano che sfrutta il gioco circense felliniano e utilizza testi ricercati per non far girare a vuoto musiche vitali e coinvolgenti. Quindi quell'immagine inizialmente evocata da 'Il corriere di Plutone' è falsata perché il disco suggerisce ben altre realtà, più tangibili. Sembrano scanzonati, è vero, ma riflettete su questo frammento di 'Felicità!' : 'Donati una rosa, comprati una sposa, poi riscatta tutti quanti i BOT'. L'Insolito Clan somministra 'ingenti dosi di veleno' edulcorate, sciolte in un bicchiere d'acqua con una zolletta di zucchero. O ancora 'cerco lavoro anche online, cerco di crearmi un futuro senza toccare gli organi', ritratto spietato, reale di una situazione tragica che tocca milioni di ragazzi. L'Insolito Clan utilizza la propria bravura, il virtuosismo al servizio di testi impegnati, dissacranti, fondendo vari generi per affermare finalmente una forma di cantautorato utile, vera, che rispetta pienamente la lezione dei grandi maestri del genere. Erano anni che non si ascoltava dai cantautori italiani un brano potente come 'Un altro tono' ed è bello che una ventata di aria fresca provenga da un gruppo giovane, parenti stretti del 'Parto delle Nuvole Pesanti' che si concedono un teatrino musicale brechtiano vagheggiando sarcastici tra atmosfere etnico-folk e suggestioni da brass band. 'Non vi stimo più' è una parentesi intelligente aperta all'interno dello scenario del cantautorato italiano moderno e ha il pregio di essere non convenzionale ma, al tempo stesso, godibile ed efficace.
Track List: