L’escargot - Corri

L’escargot

Corri

2007 - Autoprodotto

Emergenti

20/02/2008  |  di Christian Verzeletti

L’Escargot è un progetto che qualcuno avrà riconosciuto in uno spot pubblicitario andato in onda su una delle reti Mediaset: un brano di questo quartetto è stato infatti scelto dalla Regione Puglia per accompagnare un messaggio di promozione turistica del territorio.
Al di là di questo colpo di fortuna, l’esordio di questa formazione meriterebbe di uscire dal fitto sottobosco degli emergenti, perché il valore e la professionalità di questo debutto sono superiori alla media dei tanti autoprodotti. Volendo trovare un ambiente che aiuti a collocare questo disco, diciamo che L’Escargot è conterraneo di Ziringaglia, Radicanto e Musica Officinalis, gruppi che stanno compiendo una ricerca sulla musica antica e popolare del Sud.
Titolare del progetto è Alessandro Pipino, noto per le sue collaborazioni con i Radiodervish, qua affiancato da Massimo La Zazzera, polistrumentista che non a caso avevamo già incontrato in formazioni simili (anche a fianco di Mirko Lodedo). Con loro Stefania Ladisa e Adolfo La Volpe, altri due musicisti ben preparati in campo etnico-colto. Questo per dire che ci troviamo di fronte ad un quartetto di strumentisti che saranno poco noti, ma che non sono certo alle prime armi.
Lo si sente dalla struttura delle composizioni e soprattutto dal loro respiro, capace di attingere alla tradizione popolare del nostro meridione, ma anche a certi valzer francesi e in generale a certe nostalgie mediterranee.
La scaletta riporta alla mente sprazzi del Yann Tiersen più classico o del Riccardo Tesi meno filologico. I brani hanno una loro piacevolezza, un’innocenza anche ingenua, a tratti ironica che fa pensare alla colonna sonora di un “Appuntamento a Belleville” ambientato in Puglia.
Per quanto il disco sia tutto strumentale, la varietà dei temi e delle sfumature non manca grazie all’uso di strumenti popolari ed esotici. Da una parte organetti diatonici, fisarmonica, flauto, chitarra acustica e classica sviluppano malinconie per così dire tradizionali, mentre dall’altra kalimba, bulbul, tarang, harmonium indiano, chalumeau, bansuri e sansula portano un soffio antico.
Spiccano le giocose “Norma” e “In cammino”, divertenti nel mettere in scena piccole danze, grazie anche ai tocchi di violino, viola e banjo. Commuovono invece la carezza de “La vecchia Singer” e la saudade portoghese di “Mauve”. In “Desert” gli incanti del piano si avvicinano di più ai Radiodervish, mentre il finale apre lo sguardo ad una visione d’insieme che rinfranca l’anima. Ad un paesaggio in cui si possono riconoscere genuinità tipiche del nostro meridione e romantiche arie europee.


Condividi:


Track List:

  • Magida|
  • Desert|
  • La Vecchia Singer|
  • Norma|
  • In Cammino|
  • Mauve|
  • Corri|
  • Come Le Foglie|
  • Kalaniemi|
  • Valle Dei Treni Interi|
  • Das Ende Der Dinge

Pyxel.it Marte Live A Buzz Supreme http://www.protosound.net Mk Records