Lele Battista - Nuove esperienze sul vuoto

Lele Battista

Nuove esperienze sul vuoto

2010 - Mescal/Universal

Emergenti

14/10/2010  |  di Ambrosia J. S. Imbornone

Entrare nel piccolo universo dell’album che segna finalmente il ritorno di LeLe Battista, una delle voci più raffinate del nuovo cantautorato, significa attraversare una sala di cristalli, vetri, specchi. In cui guardare per guardarsi dentro 'nel pieno di un flusso di coscienza' ('L’arte di essere felici'), per cercarsi e conoscersi. Le dodici canzoni del secondo disco dell’artista milanese non divulgano infatti messaggi, ma mettono davanti ad immagini interiori, in cui specchiarsi e riflettere. Quest’edificio musicale eretto al vuoto, come materializzazione di assenze e mancanze, fuori e dentro di sé, mostra geometrie lineari, di bellezza tersa e classica (si ascolti ad esempio la minimale traccia di apertura, 'Sull’inesprimibile'), che appaiono di cristallo grazie alla pura eleganza e alla sottigliezza filosofica che le permea (segnalata anche da titoli che sembrano quasi i capitoli di un trattato), ma non fredde. L’autoanalisi di queste canzoni vive infatti del calore accorato ed intimo dei desideri e delle paure (in primis quella di scoprire e fissare il vuoto in sé) e la sua traduzione musicale è nei synths di Megahertz dal suono chiuso come una bolla di magma, o come una perla di lacrima, ne 'L’arte di annoiarsi', o nel pianoforte magnetico e accogliente del singolo 'Il nido', oppure in quello oscuro e viscerale di 'Attento' (con Mauro Ermanno Giovanardi). Anche in 'Profondamente dentro', seppure la ritmica rarefatta, 'invernale' sia percezione di un freddo tagliente, di brividi di febbre, abita una ricerca di riparo e 'guarigione', cullata dalla dolcezza di arpeggi di chitarra elettrica. Quel calore è poi nella stessa voce dell’artista, già frontman del gruppo La Sintesi con l’amico Giorgio Mastrocola (qui ancora suo fido collaboratore per musica, arrangiamenti e produzione come ai tempi dell’esordio da solista con l’apprezzato 'Le ombre' nel 2006), che si mostra profonda o capace di accensioni acute come picchi di pathos. 'Scoprire che tutto il mio tremore può essere trasformato in qualcosa di bellissimo e leggero', recita un verso di 'Blocco del traffico': l’album, tra testi che ricordano il Battiato sgalambriano, soprattutto nella metrica de 'Il mio punto debole', vive infatti in una dialettica continua di 'vento di vetro' e 'fuochi di artificio', ma anche di viscere e cielo, profondità e leggerezza, che si esprime nel contrasto tra un basso ctonio, sanguigno, come quello di 'Blocco del traffico' e gli scintillii impalpabili dei synths, tra chitarre dal suono penetrante e doloroso e la grazia iridescente del glockenspiel, oppure le trame trasparenti della chitarra acustica. Questa ambivalenza anima ad esempio in modo evidente 'Nutrire la mente', con bassi à la Police, chitarre laceranti e un’oscillazione tra tempeste e pace interiore nel respiro lieve, eppure teso del violino. LeLe Battista in questa nuova prova, più asciutta rispetto alle sonorità di un tempo, ricorda per intensità colta e stile dandyish/intellettuale Morgan, già produttore del debutto della Sintesi, ma se la musica dell’ex Bluvertigo esibisce spesso apertamente passioni drammatiche, quella di Battista è più introversa ed impenetrabile: appare emblema di quell’enigma che è la complessità della vita. Con le sue sempre nuove esperienze del vuoto.


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Track List:

  • SULL’INESPRIMIBILE
  • BLOCCO DEL TRAFFICO
  • IL MIO PUNTO DEBOLE
  • IL NIDO
  • L’ARTE DI ANNOIARSI
  • L’ARTE DI ESSERE FELICI
  • NUTRIRE LA MENTE
  • PROFONDAMENTE DENTRO
  • IN PARTE ME
  • LE COSE PIU’ GRANDI DI ME
  • LE MANI
  • ATTENTO

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