Canzoni da spiaggia deturpata<small></small>
Italiana

Le Luci Della Centrale Elettrica

Canzoni da spiaggia deturpata

2008 - La tempesta
16/09/2008 - di
Si favoleggia a volte che la musica assorba e restituisca nei suoni i paesaggi naturali ed urbani che la circondano e cresca nei suoi respiri impregnandosi del fumo che annerisce le pareti, dei rumori del traffico, del poco o molto sole che illumina le camerette degli indie-artisti, dei colori e non-colori delle strade. Crescere a Seattle o Manchester per tante band non è stato senza significato. Eppure, la musica è anche filtro e ciò che trattiene di ciò che le è attorno è anche ciò che sceglie di vedere e sentire. Per questo il disco di esordio di Vasco Brondi è atroce: perché la desolazione da spiaggia deturpata è spesso sotto i nostri occhi, ma abbiamo scelto di ignorarla. Allora queste canzoni volutamente sghembe, acerbe e sgraziate accendono all’improvviso una luce livida su un disagio svuotato di prospettive che non può che fare male agli occhi.
Questi brani ringhiano risentiti dal cuore delle macerie dei sogni in frantumi, costruendo nelle trame malinconiche di chitarre acustiche e nel noise delle chitarre elettriche di Giorgio Canali, il diario di un’adolescenza e di una giovinezza lisergica, costretta a volare basso tra il crollo degli ideali e gli spazi angusti di una vita spoglia trascinata a stento per le vie di metropoli asfissianti. Lo sfondo di esistenze alienate è infatti il panorama squallido e mesto delle periferie più grigie e dell’archeologia industriale di ciminiere e centrali elettriche: è su questo scenario che si proiettano le ombre magre di una generazione che ha perso i suoi punti di riferimento tra gli anni di piombo, la lotta armata, i retaggi della corruzione della prima repubblica e le ultime crociate dei migliori fornitori di mine.
Queste canzoni sono monologhi interiori senza un alito di speranza o un filo di ironia, che toccano le corde dell’inquietudine per farsi cantilena ossessiva tra dissonanze lancinanti. Non c’è spazio per melodie rassicuranti: la voce si contrae in urlo rabbioso fino a strozzarsi in gola in un gorgo di lacrime trattenute in brani spesso brevi e brucianti. Musicalmente i risultati migliori si possono riscontrare nei fulminanti cambi di ritmo di “Fare i camerieri”, nei crescendo emozionali e nelle incursioni nella storia e nella “fauna umana” milanese di “Nei garage a Milano Nord”, nel suo finale che declina in chiave cupa e disperata alcuni versi di “Ma il cielo è sempre più blu” del compianto, quasi suo maestro Rino Gaetano, nelle inattese percussioni sinfoniche caposseliane di “Sere feriali”, che pure vira come la maggior parte dei brani verso l’energia nera e corrosiva del grunge; non sembra tuttavia particolarmente opportuno isolare episodi di un disco così compatto, che si è appena aggiudicato la Targa per la migliore opera prima al Premio Tenco 2008 con netto distacco dagli altri artisti della cinquina finale. L’uniformità di atmosfere e sonorità suscita anzi il dubbio che la cifra visionaria, eppure realistica di questo progetto cantautorale sia effetto dell’accurata costruzione di un’immagine e di un personaggio, più che essere una modalità espressiva naturale e istintiva. Ma vale la pena di malignare? Tutto ciò che porta la firma di Brondi, dai post del suo blog alle interviste, ha quello stesso stile da flusso di coscienza, aspro e spigoloso, aperto ad accogliere improvvisi bagliori di poesia. Resta inoltre fermo un dato di fatto: questo album non lascia indifferenti. Travolge. Si ama. Oppure si odia.

Track List

  • LACRIMOGENI|
  • PER COMBATTERE L´ACNE|
  • SERE FERIALI|
  • STAGNOLA|
  • PIROMANI|
  • LA LOTTA ARMATA AL BAR|
  • LA GIGANTESCA SCRITTA COOP|
  • FARE I CAMERIERI|
  • PRODUZIONI SERIALI DI CIELI STELLATI|
  • NEI GARAGE DI MILANO NORD

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