30/11/2011 | di Annalisa Pruiti Ciarello
Non rinunciano al gioco i Laurex Pallas, una band che nasce attorno ad un insolito duo unito dalla medesima passione per la musica. Uno avvocato e l'altro giornalista sportivo, Fabio "Laurex" Alessandria uno, e Carlo "Pallas" Pinzi l'altro. Completano il gruppo Anna Viganò, Nicola Pecorari, Paolo Marini e Alberto Costa.
Nella vita Laurex e Pallas non hanno avuto le idee chiare, ma sulla musica, sì. Il loro gruppo esordisce con uno strampalato album, che è una frittata di suoni, parole e colori, L'ultima Liegi-Bastogne-Wembley.
Vicenda semiseria di un suonatore di Ukulele in 467 sillabe apre in maniera scoppiettante l'album; è un'allegra filastrocca che canta le gesta e le doti nascoste di un particolare musicista, “che le donne fa scappar.” L'album continua con l'introspettiva Quello che fai.
Incastri ricorda Niccolò Fabi, è il continuo dilemma che affligge l'uomo nella sua continua ricerca: “che cos'è la felicità?”. I Laurex Pallas ne trovano la risposta nelle piccole cose, nelle sorprese del quotidiano vivere. Ospitata nell'album Sara Mazo (Scisma), che impreziosirà So quel che so, un flemmatico e trasognante pezzo pop-rock (ricorda le hit baustelliane).
Fiati potenti nell'intro e sound nostalgico per Settimana neanche troppo enigmistica; seguono assoli di chitarra e ritmi più grezzi. La track sette, Réclame, è un ironico messaggio pubblicitario autogestito.
All'insegna del gioco la band di Mantova gioca a combinare i suoni e mescolarli con rumori e voci, e ciò che potrebbe sembrare un valzer diventa un delirante componimento, tra cori e melodie in continua evoluzione: è il caso di Mantra (per una canzone degli Smiths) ispirata a Bigmouth strikes again.
Intimista è Il mio deserto, una ballata essenziale e melodicamente perfetta. Reminescenze progressive rivisitate dai Laurex Pallas ne Il colonnello dislessico, liberamente tratto da “Sally” di Fabrizio De Andrè. Le ultime due tracce, Le previsioni del tempo e Il giro del mondo in scrivania, si discostano dai ritmi a cui ci hanno abituato le precedenti tracce, ma non per questo risultano sgradevoli: sono semplicemente più cupe, quasi a dimostrare che c'è tanto altro dietro il divertimento ludico.
Poche ambizioni e tanta voglia di divertire e divertirsi, il gruppo mantovano appare composto da eterni Peter Pan con tanta voglia di far musica. L'ultima Liegi-Bastogne-Wembley è un patchwork di rumori colorati.
Track List: