Kula Shaker - Strangefolk

Kula Shaker

Strangefolk

2007 - Strangefolk/Sony

24/03/2008  |  di Vito Sartor

Sappiamo che il titolo di veterani del brit-pop se lo tengono ancora stretto gli Oasis, ma questo ritorno dei Kula Shaker da un lato ci fa sorridere e dall´altro ci incuriosisce.
“Strangefolk” è un disco onesto, lontano dalle vendite milionarie dell’esordio (“K”, 1996). Niente melodie accattivanti o ritornelli di chitarra dance; molti invece i riferimenti al rock, qualche rimando soft agli anni ’70 e deviazioni psichedeliche in odore di India (sitar, tabla) e di spiritualità induista, quasi a non voler troncare il legame con il passato.
C’è una certa passione per un rock facile con arrangiamenti di chitarra e assoli roboanti, ma ci sono anche suoni acustici folk, in un composto che comprende elettronica e samples.
Quello dei Kula Shaker non è un ritorno imprescindibile, ma comunque dignitoso rispetto alle troppe reunion degli ultimi tempi e alle poco produttive avventure musicali del loro stesso leader.


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