King Crimson - Lizard

King Crimson

Lizard

1970 - Virgin Eg Records Ltd

06/10/2001  |  di Alessandro Tiberti

Terzo lavoro della saga enciclopedica dei Crimson; concepito nello stesso anno (!) di "In the wake of the Poseidon", Lizard è sicuramente uno dei capitoli più eccentrici e trasformisti di Fripp & C.
Forse troppo semplice e minimale per essere immediatamente compreso, disarmante per la fantasticheria ed arte con cui viene creata lŽunione dei numerosi strumenti (elettrici e non), lŽalbum è avvolto da unŽaurea di estrema raffinatezza e sperimentazione che lo caratterizza in tutte le sue tracce.
Raffinatezza, non vi è altra parola che meglio descrive questa straordinaria miscela tra il percorso sperimentaleinnovativo dei Crimson e melodie degne di unŽopera classica.
Si parte con "Cirkus", oltre 6 minuti di malinconia musicale, artisticamente interrotta sul finale dallŽingresso dei fiati sotto lŽincessante marcia ritmica di McCulloch, a scandire "lŽingresso dei camaleonti"; si prosegue lŽascolto con "Indoor games", un vero e proprio gioco di entrate e uscite di scena degli strumenti più svariati, allŽapparenza come divertiti da questo alternarsi come spensierato, che si conclude con una sonora risata a precedere lŽascolto di "Happy family", in cui sembrano elevarsi ritmi e sensazioni, esasperate da contemporanei sbalzi dŽumore delle melodie, supportate con straordinaria bellezza dallŽasincronia ritmica che tanto ha contraddistinto i Crimson; con "Lady of the dancing water" trova il suo spazio anche la dolcezza, pur velata da una sottile malinconia, che esplode però in tutte le sue forme nella lunga cavalcata finale, "Lizard", in cui si riescono però ad intravedere alti momenti di poesia musicale, gioia e grande capacità tecnico strumentale. EŽ proprio al termine dellŽascolto di questo emozionante e difficile album che ci si rende conto di quanto sia sbagliato e complicato cercare di considerare e descrivere singolarmente le sue singole tracce che sembrano unirsi in un unica suite, mostrando unŽalternarsi di sensazioni e stati dŽanimo, a volte malinconico, a volte entusiasta, ma comunque sempre sicuro della veridicità della sua espressione..; mi fa proprio pensare alla vita di unŽartista circense, che riflette sulla sua esistenza così particolare e girovaga, sempre nuova e mai stabile, una continua e solitaria riflessione che si placa soltanto nel momento in cui è totalmente coinvolto dalla propria espressione artistica.
DIFFICILE MA IMPERDIBILE


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