È da tempo che Alessandro Camattini, in arte Kama, campeggia nell’homepage di Mescalina presidiandone lo spazio banner: dopo un cd-demo nel 2003 intitolato “Uno Specchio un Lavandino” sembra che questo giovane cantautore milanese stia per compiere il suo primo vero passo.
“Ostello comunale” è il singolo che anticipa il cd d’esordio, che sarà pubblicato a breve dalla Eclectic Circus con un’eventuale distribuzione. Già qua si può dedurre il punto di partenza del Kama, che, proprio come nella nostra homepage, cerca di far sentire la sua voce da un angolo per diffonderla poi il più possibile: la Eclectic è infatti una piccola etichetta indipendente che sta promuovendo parecchie giovani band e che calza molto bene anche a questo progetto.
L’Ep in sé non contiene molto e non è sufficiente per stabilire quello che potrà essere il valore del disco: un paio di brani nuovi, di cui uno presente nella album version e nel radio edit, sono solo un curioso assaggio. È quanto basta comunque per intuire che il Kama è andato maturando le sue canzoni, almeno da un punto di vista sonoro, verso un piglio più indie: una mano in studio gliela hanno data Stefano Clessi alla batteria e soprattutto Lorenzo Corti, uno dei migliori chitarristi della scena rock indipendente italiana, che ultimamente ha lavorato con Cristina Donà, Cesare Basile e Goodmorning Boy. Oltre ad impegnarsi nella produzione artistica, Corti ha anche suonato chitarra e piano Fender Rhodes: proprio i suoi interventi sono quelli che danno spessore al finale di “Ostello comunale” e che fanno sperare in un disco sostanzioso.
La title-track è una ballata che punta lo sguardo su un disagio esistenziale giovanile, rischiando di scivolare sul banale: “Voglio un ostello comunale e gratuito / quasi in cui i giovani si incontrano per fare l’amore” canta il Kama con una voce nasal-malinconica che stempera un po’ la sua carica ironica. Il pezzo però cresce sulle parti di Fender Rhodes e finisce per dimostrare sostanza rendendo più credibile quella voce che proviene da un edificio abbandonato, forse da uno dei tanti abulici quartieri di periferia.
Lo stesso vale per il secondo inedito, “Principessa alle sei”, altra ballata dal taglio indie melodico appoggiata su un cantato flebile e su un arrangiamento crescente.
Il dischetto poi si conclude con la album version di “Ostello comunale”, leggermente più lunga, e con il video della stessa.
Questo Ep dimostra che Kama sta conferendo al suo pop-rock una matrice indie, ma è ancora tutto da vedere se questo saprà dare corpo a quella personalità da bastian contrario che avevamo intravisto in “Uno Specchio un Lavandino”.