30/01/2007 | di Alfonso Fanizza
Non è facile riuscire a conquistare l’attenzione di un mercato discografico sempre più esigente se si adottano soluzioni musicali non particolarmente originali. Nel tentativo di aprire una breccia ed occupare un ruolo rilevante nella scena indipendente, senza alcuna pretesa, il cantautore milanese Kama fa sfoggio di una padronanza espressiva ineccepibile e di un’ironia congenita con la quale tinge i testi delle sue canzoni.
Ci siamo già occupati in passato di Kama, all’anagrafe Alessandro Camatti, e del gusto nonsense manifestato nelle sue composizioni in occasione dell’ep autoprodotto, “Uno specchio un lavandino”. Con l’approdo alla Eclectic Circus nel 2005, il percorso musicale di Kama si è fatto più decisivo portandolo all’esordio sulla lunga distanza, “Ho detto a tua mamma che fumi”.
Sarcastico sin dai titoli, il disco sfoggia undici ballate di stampo pop-rock e dal giusto appiglio indie: ritmiche genuine e pulite che risaltano il potere espressivo delle parole evocate dalla voce avvincente di Camatti.
Dalla creatività del cantautore lombardo fuoriescono brani dall’impatto immediato, una mescolanza di voci e suoni in grado di catturare l’ascoltatore ed indurlo a canticchiare.
Il cantato di Kama assume consistenza nei momenti elettroacustici di stravolgente intimità, nel disagio esistenziale giovanile del singolo “Ostello comunale”, nei toni malinconici di “Passami un po’ di vita…” e “Principessa alle sei” o nella convivenza metaforicamente vista come un “caffè dal gusto inutile” di “Cesare e Bruto”. Un modo di vedere le cose con occhio ironico filtrato attraverso lenti critiche come nel manifesto pacifista di “Oggi ho vinto a Risiko”, nella proclame di “Marmitta paralitica” o nel brano “Festa privata”: “Se fossi un coccodrillo me ne andrei in città/ a cacciare gli uomini più cattivi/ poi nuovamente al fiume per cercare l’aria e la felicità/ che non c’è più”.
Da segnalare come alcuni episodi dell’album (“Sapore sapido”, “Icaro”, “Cesare e Bruto” e “Passami un po’ di vita che non mi sento troppo bene”), dopo aver visto una prima apparizione nell’ep precedente, vengono presentati in una veste differente, purificati dalle mani esperte di Lorenzo Corti (alias Musical Buzzino) presente in qualità di produttore artistico e chitarrista aggiunto.
Ad accompagnare Camatti in quest’avventura troviamo anche Alessandro Annibale (Alebasso) al basso, Riccardo Pastorini (Iki) alla chitarra e Stefano Clessi alla batteria.
Un esordio decisamente lodevole con il quale potrebbe allargare di molto il suo pubblico.