Brescia capitale dell'indie-pop italiano? No, è ancora presto. Ma i Jules not Jude, nome proveniente dal simpatico aneddoto che ha come protagonisti John Lennon, suo figlio Jules e la canzone 'Hey Jude', sanno che hanno le capacità per poter intraprendere un percorso innovativo. Certo, cinque canzoni sono poche per poter giudicare pienamente un gruppo ma bastano per capire la poetica dell'ensemble bresciano. Innanzitutto, c'è il pop, quello buono, che nel passato ci è stato offerto dai Beatles e da David Bowie, ma – ecco la novità – c'è anche la canzone italiana di inizio millennio. Nulla di innovativo, sia chiaro, la band ricalca le stanche traiettorie del movimento new acoustic ma, per fortuna, se ne allontana anche. I Jules Not Jude registrano cinque tracce piacevoli, garbate, gustose, ma la band non ha ancora sviluppato un proprio stile (è ancora presto). La dolce Don't deny lascia presagire spiragli di luce nell'universo musicale italiano ma, allo stesso tempo, il rischio che questo progetto sia fuffa è molto alto. Allora auguro che, in questi anni, i Jules Not Jude crescano e comincino a ricercare, perché c'è una forte probabilità di una grossa implosione all'interno del panorama indie italiano. Una ricerca che deve approdare necessariamente anche in mondi musicali diversi, distanti tra loro e giustamente contrapposti.
Track List: