A Woman`s Work<small></small>
Jazz Blues Black − Blues − Rock

Jude Johnstone

A Woman`s Work

2016 - BoJack Records
03/05/2017 - di
Jude Johnstone è un’artista molto apprezzata negli Stati Uniti e a livello internazionale, ma è poco conosciuta nel nostro paese. La maggior parte delle persone  la ricorda come autrice del brano  Unchained, contenuto nell’omonimo album  di Johnny Cash, secondo capitolo della serie American,  vincitore del Grammy Award 1998 come miglior album country dell’anno,  ma in realtà  meriterebbe, per le sue grandi doti artistiche e compositive, ben altra visibilità anche qui in Italia.

 Il suo lungo percorso  musicale l’ha portata, già a fine anni ’70,  a entrare nell’orbita di un artista come Clarence Clemons, che per primo ha creduto nelle sue possibilità arrivando anche ad ospitarla per diverse settimane a casa sua, e negli anni successivi a comporre  brani interpretati da artisti  come Bonnie Raitt, Trisha Yearwood, Emmylou Harris, Stevie Nicks, Johnny Cash, che hanno anche vinto diversi premi a livello internazionale,  e a collaborare  in album di artisti come T Bone Burnette e Leonard Cohen.

La svolta arriva nel 2002 con il suo primo disco, Coming of Age, uscito per la BoJak Records, una etichetta creata appositamente dal suo manager Bob Burton per il suo debutto, e che vede la partecipazione tra gli altri di Bonnie Raitt, che ha detto di lei “ Jude is one of the most soulful, deep singer-songwriters” e Jackson Browne.

Questo A woman’s work è il suo settimo lavoro, dieci brani tutti composti da lei, registrati in studio in due soli giorni, che arriva dopo la rottura di un matrimonio durato ventotto anni, e già dal titolo, che fa riferimento alle tante e diverse cose che le donne fanno nella vita per le persone a loro vicine, si intuisce che si tratta di un album  introspettivo, intimo e morbido, visto dall’altra metà del cielo.

Jude Johnstone vive a Nashville ma nel disco c’è molto poco di quel tipico sound, è un lavoro musicalmente scarno, con al centro la voce e il  piano di Jude  e Bob Liepman al violoncello, e pochi altri strumenti di accompagnamento come pedal steel e contrabbasso, e alcuni “string arrangement” mai pesanti ed invasivi. I brani  sono dieci acquarelli musicali che spaziano tra folk da camera, canzone d’autore, qualche venatura jazz e blues, e che mostrano riferimenti musicali ad artisti come Ricky Lee Jones, Randy Newman e in parte Tom Waits e Kenny White.

Delizioso l’inizio del disco con Never leave Amsterdam, grande brano arricchito da una pedal steel che lo rende il pezzo più vicino alle migliori sonorità della città dove Jude vive, ma la direzione cambia totalmente nella delicata e melanconica title-track A woman’s work, pezzo da brividi, toccante gioiellino solo voce, piano e violoncello,  nell’interessante ripresa di The woman before me, brano portato al successo 25 anni fa da Trisha Yearwood ed inciso qui per la prima volta dall’autrice in una versione  calda e ricca di soul, e in un altro grande momento del lavoro, Little boy blue dove il tappeto sonoro di una batteria programmata, gli arrangiamenti delicati degli strumenti a corda e la calda ed emozionante voce di Judy creano un riuscito mix di atmosfere eteree che sembrano rimanere sempre in sospeso.

Ci sono anche momenti con forti venature jazz come in People holding hands e Before you e persino un brano che ha un tocco di Irlanda come in Road to Rathfriland, con tanto di penny whistle (piffero) e button accordion ( fisarmonica a bottoni) immersi in una atmosfera contemporaneamente  gioiosa e melanconica. Da segnalare poi un splendido brano, Turn me into water, che vira verso lidi soul/R&B e blues degli anni ’60, e che dimostra la grande versatilità e bravura  di Judy sia nel canto che nella composizione.

Un disco ricco di ottime canzoni, elegante, di classe, consigliato per anime attente, sensibili e delicate, un antidoto ai ritmi vertiginosi della nostra vita, con brani che raggiungono il nostro cuore come solo pochi artisti sanno fare, penso a Mary Gauthier e, in Italia, a Michele Gazich.

Track List

  • Never leave Amsterdam
  • A woman’s work
  • People holding hands
  • The woman before me
  • Little boy blue
  • What do I do now
  • Road to Rathfriland
  • I’ll cry tomorrow
  • Turn me into water
  • Before you