Joseph Ruarri - Shoulder to the wheel

Joseph Ruarri

Shoulder to the wheel

2010 - Pip Productions

Americana Songwriting

14/04/2011  |  di Andrea Valbonetti

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Questa è la storia di un ragazzo di origini scozzesi, ma cresciuto in Nuova Zelanda che è tornato in Inghilterra per inseguire la passione di fare musica e che ha mandato a monte un contratto con la Atlantic Records per potere gestire in totale autonomia il proprio percorso artistico.
Oggi vive in un paese della Cornovaglia con moglie e figli e da lì, attraverso la propria etichetta Pip Productions e l’utilizzo di internet come canale di comunicazione e distribuzione di musica, nel 2010 ha pubblicato il terzo lavoro solista dal titolo Shoulder to the wheel.
 
Stiamo parlando del cantautore Joseph Ruarri, classe 1982, che con questo lavoro ci ha regalato una collezione di dodici brani caratterizzati da un afflato poetico e da un impianto sonoro prettamente acustico.
La genesi di questo disco è molto travagliata perché è venuto alla luce dopo un anno intenso e turbolento da un punto di vista personale: è nato il terzo figlio ed il primogenito ha dovuto subire un’operazione delicata al cervello. L’impatto di queste esperienze autobiografiche, come spesso accade, è riflesso nelle liriche e nella poetica del disco che, quasi come una catarsi, suona ricco di  messaggi di speranza, fede e positività per avere ritrovato la felicità dopo un periodo denso di preoccupazioni e caos.

Shoulder to the wheel
, come i primi due dischi di Jospeh Ruarri, è stato accolto molto positivamente da tutta la critica inglese e, a differenza dei precedenti che hanno avuto scarso esito commerciale, ha avuto una maggiore circolazione anche grazie al fatto che il singolo, il brano più pop ed immediato dell’album, che si intitola An orchard for an apple, è stato inserito in rotazione sulla BBC Radio. Tra gli altri brani spiccano la canzone di apertura, Nervous grin, canzone d’amore dedicata alla moglie che ha un ruolo molto importante nel consigliare l’autore sulla bontà delle canzoni scritte, A fool of us all e Faithless few, che si caratterizzano per l’uso dell’armonica e si delineano come gli episodi più folk dell’album, Severed dreams, brano con melodia accattivante e ritmo ed arpeggio incalzanti che si impone fin dal primo ascolto, Rich folks hoax, cover del musicista americano Sixto Rodriguez.

Shoulder to the wheel è un bel disco che porta con sè echi di Dylan, Cat Stevens e per la lievità di alcune canzoni anche di Simon & Garfunkel. Anche se in un primo momento i brani sembrano ripiegarsi e appiattirsi uno sull’altro, più si ascoltano le dodici tracce più si riesce a scoprire la forza di queste canzoni tranquille, delicate e discrete, che suonano ricche di ispirazione e sincerità.
Se si chiudono gli occhi e ci si lascia trascinare dalla forza immaginifica della musica le immagini che suscita Shoulder to the wheel sono quelle di un sereno paesaggio assolato e primaverile di un paesino della Cornovaglia tra prati verdi, versi di uccelli marini che volano in circolo, piccoli pescherecci colorati sparpagliati come coriandoli ed una spiaggia solitaria nella quale fermarsi a contemplare il movimento del mare.

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Track List:

  • Nervous grin
  • An orchard for an apple
  • Severed dreams
  • Rich folks hoax
  • As always
  • For the love of grace
  • A fool of us all
  • Keep on strolling
  • Cavemen, yellow, an ordinary life
  • Raining stone
  • Glance accross the street
  • The faithless few

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