John Mayer - Born and Raised

John Mayer

Born and Raised

2012 - Columbia Records

Rock Internazionale Folk

07/08/2012  |  di Gianmario Ferrario

John Mayer è un musicista eccellente ed è amato dal grande pubblico. Lo dico perché è bello che un artista del genere sia capito sempre e riesca a vendere così tanto, riuscendo ad essere altamente commerciale pur essendo qualitativamente sorprendente. E’ stato bello, a suo tempo, era un esordiente, vederlo valorizzare da big come Eric Clapton, che da subito capì la sua espressione blues. E non è stato niente male, per molti di noi, poter canticchiare Waiting on the World to Change quando il video girava sugli MTV. 

L’impegno, l’ intelligenza, nonché il divertimento, dell’ ancor giovane chitarrista si vedono di capitolo in capitolo e, fortunatamente, si finisce sempre per escluderlo da quel calderone di artisti idolatrati anche quando pubblicano un’ opera più per obblighi discografici che per necessità artistiche.

Con Born and Raised, quinto album studio, Mayer raggiunge quella fase On the Road che molti musicisti attraversano a un certo momento della loro maturità. A chi non piacerebbe indossare una bella camicia a quadrettoni, cappello cow-boy in testa e chitarra acustica in spalla, pronti a battere le infinite strade degli States? E’ un concept che non manca mai di affascinare, per il quale un cavallo che ci aspetta da qualche parte c’è sempre.

L’omaggio è al country folk a stelle e a strisce in piena tradizione, quindi cori a più non posso (Crosby e Nash nella Title Track, vi dicono niente?), arpeggi raffinati e colpi di banjo virtuoso. 

La cosa bella è che non si rinuncia a quella raffinatezza pop che caratterizza il buon John. Non c’è emulazione, c’è conoscenza. Il chitarrista-cantante è bravo a fare se stesso e viene fuori soprattutto nei brani più intimi come Speak of MeIf I Ever Get Around to Living o l’eccezionale A Face to Call Home che ha un riff di chitarra iniziale che tocca il cuore

Risonanze che rimandano al “classicone”, piacevoli ma che potrebbero passare inosservate ci sono, l’apertura Queen of California ne è un esempio ma, del resto, fa parte del gioco. Però si badi alla struttura del disco: c’è il Mayer di sempre, un Mayer alle origini e uno rinnovato (o, forse, ritrovato?). Le emozioni saltellano piacevolmente tra malinconia, spensieratezza e voglia di far le valigie. 

Complessivamente, credo sia davvero un bel lavoro. Di sicuro la mano del produttore Don Was ha dato il suo contributo, ma rimango fermamente convinto che il protagonista di quest’ opera ha talento da vendere e si merita una tournée da superstar, come è considerato nel suo Paese. 


Condividi:


Track List:

  • Queen of California
  • The Age of Worry
  • Shadow Days
  • Speak for Me
  • Something Like Olivia
  • Born and Raised
  • If I Ever Get Around to Living
  • Love Is a Verb
  • Walt Grace's Submarine Test, January 1967
  • Whisky, Whisky, Whisky
  • A Face to Call Home
  • Born and Raised (Reprise)

A Buzz Supreme Marte Live Mk Records Musica contro le mafie http://www.musicanelleaie.it/mna/