Per una volta possiamo vantarci musicalmente di essere italiani, e un orgoglio artistico e non patriottico, provocato nell’assistere all’ascesa continua e alla maturazione inarrestabile dei Jennifer Gentle, impegnati da diversi anni e ad esportare, sia dal vivo che su supporto, la loro musica in tutto il mondo; se siete ancora scettici verso di loro, e se ancora non gli avete nominati ambasciatori della musica alternative italiana nel mondo, consultate come vengono trattati dalla stampa specializzati straniera per farvi un’idea: questi strani mostriciattoli del rock neo-psichedelico, con la loro snobismo tipicamente indie, continuano a viaggiare al ritmo di provocanti marcette floydiane (“She´s Alright”), dimostrandoci con questo ep intitolato Evanescent Land di quattro pezzi - licenziato dalla label inglese Heron Recordings (anziché essere uscito come di consueto per SubPop) - di sapere comporre e scomporre la musica a loro piacimento rivoltando ogni regolamento (se mai ne esistesse uno) del pop.
Non potevamo auto-esonerarci nel parlare di questa mini opera propiziatrice nella carriera della band padovana: lo abbiamo fatto a distanza di mesi perché consci che a breve saremo folgorati da un ennesimo lp (lo attendiamo al varco da casa SubPop), e perché troviamo irresistibile il loro patchwork musicale, e strumentale, come ci suggerisce una folgorante e rocambolesca “Madhouse”, costituita da un tagli e cuci sonoro suonato con lo stile unico marcato dei Jennifer, costantemente guidato da quella vocina “psycho-cartoon” inconfondibile di Marco Fasolo.
Se non lo avete ancora fatto ripescate questo ep, ne vale davvero la pena.
Track List: