Sunrise On Avenue C<small></small>
Rock Internazionale − Songwriting

James Maddock

Sunrise On Avenue C

2010 - Casa Del Fuego / IRD
02/05/2011 - di
E´ proprio vero. C´è ancora musica in grado di farti balzare dalla poltrona fin dal primo ascolto. Certo, si deve amare un sound fondato su ballate conturbanti ed ammalianti come poche, una voce riarsa che potrebbe rimandare a decine di ugole ben più note, un pianoforte (vero, non una imitazione!) che disegna melodie che paiono d´altri tempi. Tutto questo è Sunrise On Avenue C. Già il titolo è un rimando poetico per tutti coloro che hanno amato perdersi nel cantautorato del seventies, ma è la musica che scuote come poche volte mi era capitato in tempi recenti. D´altronde se il metro personale si fonda sulla banale, ma efficace, costatazione di quante volte torni nel lettore un CD, beh, questo album ha sgominato il campo dei pretendenti con facilità disarmante. Semplice ma bellissimo. Un album commovente nel suo fulgore. Credetemi Maddock non è uno qualunque. D´altronde uno che parte con un disco con i Wood nel 2000, che tutte le critiche del tempo definiscono come anticipatore di un successo solo da cogliere, una ragione ci sarà stata. In attesa di ascoltare quel disco, Songs From Stamford Hill,   recuperato grazie ad internet, ma non ancora arrivato. Poi il destino ci mette lo zampino. Lui, inglese, si ritrova a NY con un matrimonio che svanisce e la scelta di restare proprio in quella città. E da allora la carriera prima si ferma e poi ricomincia con un flusso di canzoni che sfocia in questo primo album solo. 

Sunrise On Avenue C
è un compendio spettacolare di canzoni memorabili. Basta partire fin dalla prima, Chance,  per iniziare a muovere il piedino e sorridere compiaciuti. In quella melodia c´è la speranza che diviene man mano realtà di avere tra le mani un disco che non ti abbandonerà negli ascolti nel corso degli anni. Ptrettier Girls è la conferma attesa, e da questo momento in poi non troverete delusioni dietro l´angolo. Anche Stars Align, che parte forse in maniera routinaria, cambia faccia non appena si dispiega la melodia. Il KO vi viene servito dal solo di chitarra acustica. La title track del disco è un piccolo capolavoro di come si dovrebbe comporre una canzone. Ballata tenue, arriva il bridge centrale e deflagra in tutta la sua meraviglia. Commovente, quasi da lacrime agli occhi tanto è bella. Sale il ritmo con  When The Suns Out, ancora con un bridge perfetto. Idem per When You Go Quiet, mentre Hollow Love può, forse, considerarsi come l´unica songs del disco che non riesce a toccare le vette di quanto ascoltato fin d´ora. Ci pensa Ruins a riportare il disco sulla rotta. Siamo in dirittura finale. Fragile non si distacca dal tono generale dell´album, mentre Dumbed Down è perfetta da ascoltare in una tiepida giornata di sole mentre si è al volante della proprio auto.

Straight Lines
 sembra una canzone di altri tempi. Voce doppiata dalle backing vocals che poi lascia il passo alla melodia pura dettata dalla chitarra elettrica, che poi lascia il passo al pianoforte. 
Together avanza lenta fino a conquistarti, con quel drumming leggero, e la voce di Maddock che guida il suono di chitarra ed il pianoforte in maniera semplicemente deliziosa. Tra i pezzi più belli di tutto il disco. 
Produzione affidata a Steve Greenwell, che non è proprio uno sconosciuto, visto che era stato ingeniere del suono nell´album d´esordio di Joss Stone.
La magica tastiera del pianoforte è affidata a Leslie Mendelson, autore di un disco edito nel 2009 intitolato Swan Feather. 

James Maddock
è in questi giorni in tour nel nostro paese in compagnia di David Immergluck (Counting Crows). Se volete vedere quello che potrebbe divenire un grandissimo del miglior songwriting, non perdete l´occasione. 

Track List

  • Chance
  • Ptrettier Girls
  • Stars Align
  • Sunrise On Avenue C
  • When The Suns Out
  • When You Go Quiet
  • Hollow Love
  • Ruins
  • Fragile
  • Dumbed Down
  • Straight Lines
  • Together

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