Gli Io ho sempre voglia nascono a Monopoli, in provincia di Bari, come un gruppo punk ma hanno vissuto varie fasi nella loro vita riuscendo a calibrare il loro sound verso un pop italiano e frizzante che in dodici canzoni si esprime al meglio e senza pretese. Il disco viaggia sul filo della mediocrità, non offre grandi spunti e qua e là saltano all´orecchio echi che vanno dai Bluvertigo più commerciali (soprattutto in Ruvida) e similitudini a gruppi come Le Vibrazioni e i Velvet.
Non c´è spinta a voler creare un prodotto nuovo e appetibile ma semplicemente il gruppo pugliese punta al cazzeggio totale, con testi ai limiti del risibile, senza badare troppo alla forma. E nonostante un curriculum interessante, Io ho sempre voglia suona quasi uno sberleffo nei confronti dell´ascoltatore medio, costretto a ingurgitare quintali di spazzatura radiofonica ma si discosta poco da quegli standard. Non mancano pezzi abbastanza interessanti, al di sopra della media, come Io e L´autostrada, ma pur essendoci tanto talento, manca la sostanza. Vittorio Nacci, voce e anima del gruppo, possiede la forza e la bravura per farsi conoscere. Inoltre è ironico al punto giusto e i suoi brani sono freschi e divertenti, buoni giusto per un ascolto spensierato.
La linea cantautoriale burlona e disarticolata battezzata anni fa da Ivan Graziani viene ripresa e rimasticata dal gruppo barese ma manca quel tocco di originalità che avrebbe potuto farli conoscere subito a livello nazionale. Il disco scorre veloce fino alla fine e non lascia molte tracce ma, almeno, dona un arcobaleno di colori all´ascoltatore e una propensione giovanilistica per un sound allegro e scanzonato, senza prendersi mai troppo sul serio.
Track List: