21/04/2010 | di Arianna Marsico
Dopo l’esperienza live con la formazione'Ilaria Pastore trio' (assieme a Lucio Fasino, basso e contrabbasso, e ad Antonio Fusco, batteria e percussioni) la giovane cantautrice lombarda esordisce nel mondo discografico con 'Nel mio disordine'. Si tratta di un lavoro garbato ed onesto, dagli arrangiamenti orecchiabili ma non banali in cui la voce limpida e cristallina di Ilaria, che ricorda un po’ Elisa agli esordi, è sempre in primo piano. Il booklet, con le foto in cui la cantastorie è un po’ fata un po’ folletto, rispecchia fedelmente quelli che sono i contenuti sonori e testuali del disco: delicate atmosfere da cantastorie, testi che sono piccole fiabe sceneggiate con maestria ('Miele', 'I passi avanti'). Fil rouge tra i brani è il tema della crescita e del cambiamento, affrontato con malinconia e speranza tra trame sonore impalpabili. Il fatto che Ilaria Pastore abbia studiato canto jazz si ritrova nell’eleganza che eleva la matrice di pop acustico di base. Insomma, un lavoro che piacerà a chi nei dischi si concentra sulla voce: se nell’accostarvi a 'Nel mio disordine' non cercate assoli indimenticabili e scariche rock ( 'A volte', pezzo in cui la Pastore sterza verso una maggiore ruvidezza è l’episodio meno riuscito) resterete di sicuro soddisfatti dalla levigatezza dell’amalgama voce – suoni.
Track List: