Ila - Malditesta

Ila

Malditesta

2007 - CinicoDisincanto

Emergenti

30/08/2007  |  di Vito Sartor

Ilaria Scattina, in arte Ila, è una cantautrice a cui piace smisuratamente raccontarsi: la sua storia assomiglia a tante vicende di giovani che si avvicinano alla musica, ma questa piccola genovese dimostra di avere concretezza in quello che fa, soprattutto nell’amore che nutre per il rock.
Già nel lontano ’99 esce il suo primo demo e da qui in poi è un susseguirsi di collaborazione ed esperienze fino ad incontrare un serie di musicisti, gli ultimi la Malditesta Band, che le permettono di confezionare al meglio parole e musica. Dopo una serie di mini album, nel 2007 nasce “Mal di Testa”: i dodici brani del disco mostrano una grande tenacia, una voce modestamente potente oltre a una cura particolare per gli arrangiamenti. Il suono nell´insieme ha un andamento oscillante tra funk e rock classico anche se le canzoni nascono dietro le naturali e primordiali note di una chitarra acustica.
Le storie di Ila sono un excursus generale di vita, un insieme di anfratti autobiografici: la scrittura dell´autrice è chiaramente rivolta a mettersi a nudo e racconta le emozioni come gesta varie e distanti tra loro ("sfiderei le mie paure e le caccerei perché povere loro e ricca io" ), vagamente celate da mini concept che narrano le fasi più importanti della sua vita. Il secondo titolo del disco potrebbe essere “Verso il Mare” che con la splendida "Pallottolion" evidenzia un ritorno alle origini e al mare appunto.
La trasparenza dei testi e la semplicità dei ritornelli è arricchita continuamente da ingressi strumentali suonati da molti musicisti ospiti, così da trasformare canzoni semplici come "Ometto Piccolo" e "Pioggia Distratta" in una miniera di emozioni. Oltre alla presenza e al tocco fine di una tromba, di un sax e di un Fender Rhodes, il ruolo fondamentale è sicuramente rappresentato dalla chitarra elettrica, presenza non costante ma fautrice di impennate elettriche volte a contrastare l´eleganza della voce di Ila che raggiunge i migliori livelli in brani più riflessivi e intimi come succede in "Libera".
Quando parliamo di “Malditesta” non parliamo di frastuono, il disco è anzi una medicina che attenua gli sbalzi ormonali, una fuga da quelle bolle umorali in cui il rock rappresenta un facile momento di sfogo: brava Ila, l´unico rimprovero da farti è di mettere meno carne al fuoco la prossima volta.


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Ila



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