Mat e Famat<small></small>
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I Luf

Mat e Famat

2013 - Autoprodotto
11/06/2013 - di
Lasciate che ve lo scriva subito chiaro e tondo: i Luf sono quanto di meglio ci sia oggi in circolazione sulla piazza dell’etno-folk, vale per Trapani e vale per Aosta, tanto per capirci.  C’entra molto col talento che va di pari passo con la classe, e come la classe non è acqua e non si inventa. Ma c’entra anche col rispetto che i “lupi” della val Camonica hanno per chi li ascolta e compra. Avete fatto caso, per esempio, che i loro dischi non sfigurano nelle librerie, tanto sono belli anche da sfogliare? L’avete capita l’antifona amiche e amici degli uffici stampa che ormai pensate di cavarvela con il semplice invio del digitale? Il disco sono parole, musica, voce, strumenti, ma sono diverse altre cose messe insieme, a cominciare dalle foto - che danno colore, che fanno suggestione -, e dalla cover, che se è apribile, come sono apribili le cover dei Luf  richiamano persino alla memoria quelle gloriose degli lp che furono. I dischi sono una cosa seria. I dischi sono - ancora - la possibilità di seguirli, leggendo i testi canzone per canzone.

Poi c’è anche il fatto che i dischi qualcuno va a registrarli in capo al mondo perché fa figo, l’etno-band capitanata da Dario Canossi si accontenta di farlo a Cernusco Lomardone, una corsa di vento da casa, e si vede lo stesso che ci ha messo dentro testa e cuore, anzi di più. Vedi quest’ultimo Mat e famat, che di canzoni ne annovera ben quattordici e risulta tra i lavori più ficcanti dei lupacchiotti: da qualunque parti lo giri e lo rigiri questo cd, ci trovi motivi per apprezzarlo. Ho scritto della forma, ma anche con la sostanza (i contenuti) è ovvio che non c'è di che scherzarci troppo. Con Mat e famat non correte nessun pericolo nemmeno in tal senso, signore e signori. Vi piacciono le arie allegrotte e trascinanti che riuscirebbero a schiodare dalla sedia un paralitico? Andate al trittico autarchico-libertario dei lupi (Anche tu, Vecchio lupo, Camionisti) e ditemi se non è vero. E già che ci siete ascoltate pure Trebisonda ed è sicuro che non vi ferma più nessuno. Siete per le song inclini allo spirito resistenziale, vecchio e nuovo? Ci sono la bellissima Ballata per Vik (dedicata a Vittorio Arrigoni, il volontario italiano ucciso in Palestina), Lungo la linea del Don, Giuda nella neve, che fanno per voi. O preferite le canzoni in dialetto lumbard? Non avete che da scegliere tra Oroloi (un orologio con tre lancette per gestire meglio il tempo ed essere più felici), Barbos barbel barbù (scanzonata storia vera di diserzione), La al de legn (la spreengteniana American land rivisitata in Valle del legno) e la title track (significa matto e affamato, da una frase “storica” di Steve Jobb, pronunciata nel 2005: siate matti e affamati. Avete capito in che senso, no?).  

In poche parole: Mat e Famat è l’album in cui la consueta lievità by Luf indossa calzoni lunghi, diventa adulta e va a nozze con la poesia. Senza rinunciare a vino e goliardia s’intende, che seri va bene ma mai inclini a predicozzi o a depressione. Divertimento +  impegno sociale procedono, qui, in parallelo sotto le insegne del folk-rock, superando la tristezza in slalom, anche al cospetto di tematiche dure (Quando la notte piange, Quando), annacquando lo spleen in una sarabanda di chitarre, violino, fisarmonica, flauti, banjo, cornamuse + basso, percussioni & batteria, in un caleidoscopio di suggestioni che dalla Valcamonica approda all’Irlanda e al country-folk made in USA. Che dite, vi sembra abbastanza per un disco solo?



 



 

 

Track List

  • OROLOI
  • QUANDO LA NOTTE PIANGE
  • BALLATA PER VIK
  • ANCHE TU
  • VECCHIO LUPO
  • MAT E FAMAT
  • NINNA NANNA
  • TREBISONDA
  • CAMIONISTI
  • BARBOS BARBEL BARBĂ™
  • LUNGO LA LINEA DEL DON
  • QUANDO
  • GIUDA DELLA NEVE
  • LA AL DE LEGN

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