Ero entrato nel mondo degli ‘I Am Kloot’ casualmente, pervaso dalle onde magnetiche di “Morning Rain”, diffuse in una calda notte estiva del 2001 da MTV Brand New. Quel ritornello ossessivo e la voce rauca di John Bramwell mi avevano conquistato, “Natural Hystory”, l’esordio fulminante dell’ennesima band di Manchester nasceva sì nella culla d’orata del “New Acoustic Movement”, ma conteneva una voglia naturale di temporali, di lampi e tuoni.
Ora, arrivati al secondo capitolo e superate le piogge, gli I Am Kloot trovano nuova luce, forse non proprio quella del sole, ma il cielo di “From Your Fovourite Sky”, secondo brano del disco, pur ancora denso di nuvole nere, di atmosfere cupe, è spesso squarciato dall’azzurro.
Suoni e arrangiamenti più curati non tolgono spontaneità alla band che trova ancora melodie crude e contagiose come nel caso di “Here For The World” che si trascina senza soluzione di continuità in “A Strange Arrangement Of Colour” ponte naturale con il recente passato.
Ma i colori del gruppo d’oltremanica, non solo quelli della copertina, restano prevalentemente il bianco e nero di un vecchio film, pervaso da profumi “dark” come ogni brano del disco. Se “Cuckoo” vede ancora la luce, ci pensa “Mermaids” a spegnerla delicatamente, a cercare ancora quel “buio” in cui la voce di Bramwell sembra trovarsi a suo agio, sembra diffondersi con la delicatezza che un ambiente soffuso richiede.
Ed è così che l’album trova i suoi episodi migliori, nel canto notturno di “Proof”, quello dolce che vorresti sentire dopo un splendido tramonto e in quello di “Sold As Seen” che ti accompagna per la strade buie della città infondendo tranquillità all’anima, lasciando sui marciapiedi sporchi quello che non vuoi pensare.
Che musica fanno gli I Am Kloot ? Non importa se sia pop, a volte venato di melodie folk altre virato di vibrante rock, non importa se a volte sembrano apparire pure gli Oasis, e nemmeno è importante se le loro influenze partono dai Beatles per arrivare fino agli Sparklehorse.
Alla fine contano le emozioni e in questo dischetto abbandonarsi a questo sentimento è quasi inevitabile; anche i cuori più duri potrebbero cedere, senza saperlo, senza volerlo, alle note di “Not a Reasonable Man”, ammansiti dalle profondità vocali del solito Bramwell, in questo episodio davvero irresistibile.
Non resta che vederli dal vivo per scoprire quanta energia riescano a trasferire sul palco, per capire se “The Same Deep Water As Me” conserverà la stessa magica cupezza, anche senza la profondità che archi a fiati hanno infuso ad un brano che meglio non poteva sostenere la cifra stilistica dei nuovi “I Am Kloot”.
Track List: