Howie Beck - Howie beck

Howie Beck

Howie beck

2006 - Ever Records / Kizmaiaz

16/03/2006  |  di Maurizio Pratelli

Ci sono voluti ben cinque anni per il terzo lavoro di Howie Beck, addirittura sette per vederlo stampato anche in Europa. Questo disco arriva infatti solo ora nel Vecchio Continente, dopo essere stato pubblicato in Canada nel 2004. Fortemente condizionato dagli eventi dell’11 settembre, il musicista di Toronto, dopo l’ottimo “Hollow” del 1999, si era preso una lunga pausa.
Ancora una volta un home record in cui Beck suona di tutto, lasciando solo qualche ricamo, violino, cello e corno ad altri musicisti. Pur rimanendo in un ambiente prevalentemente acustico, il disco è ricco di arrangiamenti sofisticati, di ottimi suoni che sgombrano subito l’ipotesi lo-fi, per muoversi invece verso un pop raffinato, allontanando in parte gli accostamenti precedenti con Ellioth Smith. Ora è più facile citare artisti come Josh Rouse e Sufijan Stevens (con una maggior capacità di sintesi) o Ed Harcourt, che compare alla voce in “Don’t Be Afraid”.
Grazie alla delicatezza di “Alice”, il disco parte davvero bene, con i fiati - usati spesso nella prima parte del disco - che suonano come un gentile invito ad entrare nel mondo musicale di Howie Beck.
Anche “Sometimes”, un potenziale singolo che alza appena i toni, è una canzone che spicca il volo grazie ai perfetti equilibri sonori, che accompagnano la bella voce, calda e avvolgente, di Howie Beck.
Pur con qualche perdonabile ripetizione, in questo terzo lavoro omonimo, si trovano spesso ottimi spunti e “Don’t Be Afraid” è certamente uno dei migliori. Bisogna anche tener conto che le canzoni di Beck, non sono tutte immediate e richiedono la stessa pazienza e solitudine, con le quali sono state concepite, per essere apprezzate.
Pur con i motivi accennati in premessa, la scarna discografia del canadese, che lo scorso hanno ha debuttato anche come produttore per l’esordio solista di Jason Collett dei Broken Social Scene, contribuisce ad onorare una terra che, a prescindere dai mostri sacri che la rappresentano, continua a sorprendere, sia che si parli di Luke Doucet o degli Arcade Fire.
Vale poi la pena citare altri due ottimi brani come “We Wanted” ed “Everybody Sold Out” per sostenere la bontà di un lavoro che anche nel finale, con “Floating”, mantiene le promesse fatte all’inizio. Tre stelle: Howie è uno che sa aspettare, la quarta arriverà.


Condividi:


Track List:

  • Alice|
  • Sometimes She´s So Far In|
  • My Low|
  • Zombie Girl|
  • Don´t Be Afraid|
  • Books Beside Her Bed|
  • How Do You Feel|
  • We Waited|
  • Everybody Sold Out|
  • Please|
  • I Need Light|
  • Floating|
  • Lay Down

Howie Beck