Tra le differenti etichette discografiche indipendenti, la Sub pop è sicuramente tra le più incisive ed attive nella ricerca di nuove produzioni musicali. Da anni, la scuderia di Seattle (passatemi il termine) scava nei meandri del sottosuolo sonoro con l’obiettivo di estrapolare nuove proposte in grado di raggiungere quel sospirato traguardo che, anni or sono, fu raggiunto dal fenomeno Nirvana.
Di sicuro, in molti non sentiranno mai, nemmeno vagamente, parlare degli Holopaw. Proveniente da Gainesville, cittadina sede dell’università di Stato della Florida, la band, che deve il suo nome ad un paese proprio nei pressi della sopraccitata ma, nella quale nessuno dei cinque componenti risiede, è riuscita, d’altra parte, a conquistarsi la fiducia della storica etichetta, che senza tanti indugi ha portato alla nascita di “Quit +/or Fight!”, che fa seguito all’album d’esordio (Holopaw, 2003). Caratterizzato da un sound marcato dai toni tipicamente lo-fi, l’album presenta brani immersi in ambienti indiscutibilmente acustici che si districano attraverso melodie dal gusto indie-folk a tinte qua e là pop, intingendosi di sfumature che, in alcuni casi, rimandano a paesaggi western. Un siffatto tessuto sonoro si percepisce sin dalla traccia iniziale, “Losing light”, una melodiosa ballata alt. country, e che continua il suo flusso nei brani successivi come “Curious”, “Holiday” e “Little shaver”, sciogliendosi dolcemente all’ascolto, grazie anche agli arrangiamenti, notevolmente curati dalla formazione. Curiosa la traccia, “3-shy-cubs”, che propone una bizzarra mole di strumenti: sintetizzatori, applausi, bottiglie di vino, mobilio e altre percussioni in chiaro stile bossanova. “Shiver me” si dissolve invece attraverso le note emesse da una chitarra acustica padrona della scena, mentre “Velveteen” e “Ghosties” presentano un John Orth dal delicato timbro vocale che, a tratti, ricorda Stuart Mudoch dei Belle and Sebastian.
Volendo scavare nel passato di John Orth, si può giungere ad una particolare scoperta, vale a dire la pubblicazione di un album, “Sharpen your teeth”, sotto la sigla Ugly Casanova, formazione nata dalla collaborazione con Isaac Brock, leader carismatico dei Modest Mouse, ed alcuni elementi dei Black Heart Procession e Califone, formazioni più quotate sulla scena musicale internazionale.
L’album, in ogni modo, ci mostra nel complesso, un gruppo di musicisti dotati di un coraggio e di una sfacciataggine creativa, dalla straordinaria improvvisazione strumentale che, mette in mostra tutte le sue, anche se esigui, capacità compositive.
Ed anche se come accennavo precedentemente, gli Holopaw non faranno il grande salto e poco si sentirà parlare di loro da questa parte dell’oceano, questo non deve indurre a considerazioni errate sulle loro qualità musicali.
Track List: