N.y.muscle<small></small>
Elettronica

Hell

N.y.muscle

2003 - Gigolo/Audioglobe
25/01/2004 - di
Personaggio anti-definitorio per definizione, Dj Hell: artista e produttore che da anni sfugge ogni classificazione, divertendosi a creare aspettative per poi puntualmente superarle. Chiama la sua etichetta International Deejay Gigolo, e la trasforma in breve in una tra le più stravaganti ed eterogenee della scena elettronica. Pioniere griffato dell’underground, ne stravolge e reinventa il concetto, buttandoci dentro tutto ciò che l’estro artistico, un fiuto da manager, l’ironia e il suo immancabile edonismo gli dettano. Così eccolo produrre un paio di mutandine sexy per celebrare la centesima uscita della label, oppure aprire le sfilate di Donatella Versace con l’electro-punk-porn-ebm di Adriano Canzian, suo nuovo italian gigolo. Brillano alla sua corte artisti quali Miss Kittin, Fisherspooner e Chris Korda, mentre lui ha in corso una coproduzione per il gang-pop-starr Puff Daddy, e un disco per il papà di Playboy. L’underground sale sul palcoscenico e diventa fashionable come un capo firmato, estremamente glam, sagace eppure più trash di un b-movie. Hell ama la moda tanto quanto sa essere stilista beffardo della propria immagine, che cuce con professionalità ed esibizionismo per poi farsi immortalare da Karl Lagerfield. Il logo serve a rappresentare, ma è anche un gioco mutevole; la Gigolo, per esempio, ha cambiato il proprio tre volte in meno di dieci anni: prima i muscoli di Schwarzy, poi le smorfie di Sid Vicious e in ultimo il silicone di Amanda Le Pore, dolce travestito erto a simbolo della perfezione plastica femminile. Ora, dopo aver ridato lustro all’ormai auto-referenziale techno-trance di fine anni ‘90, e lanciato il fenomeno dell’electro-clash, Helmut torna a rock e punk, sue accese passioni giovanili, e confeziona un album per New York.
Le macerie di Ground Zero che ancora fumano dentro, i bagliori di Broadway, la vitalità artistica: questo e molto di più è la Grande Mela, con tutte le sue seducenti contraddizioni, ma Hell ne ribalta la visione. I piani alti sono lontani, le loro luci vengono riflesse dalle pozze umide di cunicoli in cui la decadenza ha il fascino della perdizione, il cinismo è una prostituta stanca, e la follia drogata brama altre vie fuori da sé. Divampa la notte nell’espressionismo fetish di un party di morti viventi, fantasmi psicotici che prendono vita e involucri muscolari come anime in pena. Il preludio dello show è la voce di Erlend Oye (Kings of convenience/Royksopp), puro magnetismo tra i rumori stranianti di “Keep on waiting”; poi parte “Listen to the hiss” e percussioni lugubri e cadenzate, vengono squarciate all’improvviso dal latrato di Alan Vega dei Suicide, anima punk del disco. “Black suit, black tie, feel like I’m gonna die” recita di continuo un sexy ma stranito Tommie Sunshine e, intrecciando la sua voce tra le corde funky del basso di James Murphy (etichetta DFA), rende cantilenante la muscolarità rock di “Tragic picture show”. Subito dopo scocca l’ora dei replicanti: i richiami metallici di Meredith Dunloch ti inseguono e ti rimangono appiccicati addosso fino alle porte di “Let no man jack”, culmine dello show infernale che gira vorticosamente intorno alle risa insane di Alan Vega. “Lymbische system” evoca Aphex Twin e porta in scena il vuoto della follia, ricorrendo al contrasto allucinato (-ante) tra i rintocchi incessanti di un presunto tempo che scorre e la sospensione nebulosa di un’ambient cosparsa di voci dall’altro mondo. Ritorno all’umano: si riapre il sipario e i riflettori puntano su una donna in carne e ossa: Billie Ray Martin è il rotondo disincanto che ci seduce con un monologo dal profondo di un corpo stanco. I motori rombano al cyber-party delle Pantere Nere (“Black panther party”), e nelle tastiere spasmodiche di “Control” rivivono gli anni ‘80; “Wired” è l’ultimo delirio robotico prima della fine di questo Grand Guignol per le strade di New York. Ora l’alba rischiara…ciò che resta.

Track List

  • KEEP ON WAITING – feat. Erlend Oye
  • |LISTEN TO THE HISS – feat. Alan Vega
  • |TRAGIC PICTURE SHOW – feat. James Murphy + Tommie Sunshine
  • |FOLLOW TOU – feat. Meredith Danluch
  • |LET NO MAN JACK – feat. Alan Vega
  • |LIMBICHE SYSTEM
  • |BLACK PANTHER PARTY
  • |JE REGRETTE EVERYTHING feat. Billie Ray Martin
  • |CONTROL
  • |MEET THE HEAT feat. Alan Vega
  • |WIRED feat. Tommie Sunshine
  • |PHONE CALL