Heavy Trash - Midnight Soul Serenade

Heavy Trash

Midnight Soul Serenade

2009 - Bronzerat

25/11/2009  |  di Vittorio Formenti

Heavy Trash é uno dei tanti progetti a cui il genio moderno di Jon Spencer ha dato vita nel XXI secolo. Dopo i Pussy Galore, i Jon Spencer Blues Explosion e i Boss Hog il vulcanico Jon, con il compagno Matt Verta- Ray, ha avviato nel 2005 il marchio Heavy Trash dedicato alla rivisitazione del filone rockabilly in chiave punk e underground. Il disco in questione è il terzo della loro produzione e prosegue determinato nel proporre un’alternativa sporca del genere R’N’R, senza provocazione ma con molta imprevedibilità; da un punto di vista estetico verrebbe da paragonarlo ai cartoon di Tim Burton, macabri ma allegri, cadenti ma non decadenti, comunque assolutamente personali e riconoscibili. Il brano di esordio pare adatto a questo richiamo e sintetizza nel modo migliore il mood ispirato agli anni ’50, moderno e lontano dall’adolescenza festaiola e danzereccia che caratterizzava la produzione originale, più vicino invece ad un garage di periferia. In molti casi il tempo da rockabilly rallenta e lascia in evidenza una rozza trama blues che, in definitiva, era la base di quel filone; si ascolti 'Bedevilment' e soprattutto 'Sweet Little Bird' come esempio di questo aspetto. In altri episodi la melodia riemerge e, pur scheletrica, si presta ad un cantato 'orecchiabile' come in 'Pimento', in 'That’s What Your Love Gets' e in 'In My Heart', dove si arriva ad intuire anche qualche scampolo di doo-wop. Ascoltando oltre si trova la dimensione più sotterranea del combo che diventa quasi sonico in 'Gentle', ipnotico alla Nick Cave in 'The Fill' e cupo in 'Isolation'. In sintesi, ci si trova di fronte ad uno splendido lavoretto underground, personale, originale e soprattutto dalla matrice ben riconoscibile. Difficilmente queste proposte diventano capolavori ma, laddove organiche allo spirito artistico dell’autore, costituiscono episodi piacevolmente duraturi; questo grazie al legame con il patrimonio delle decadi trascorse che trova così ossigeno per diffondersi in nuove forme.


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Track List:

  • Gee, I Really Love You
  • Good Man
  • Bumble Bee
  • The Pill
  • Pimento
  • (Sometimes You Got to Be) Gentle
  • Isolation
  • Bedevilment
  • Sweet Little Bird
  • That´s What Your Love Gets
  • In My Heart

Heavy Trash