Hawnay Troof - Island of ayle

Hawnay Troof

Island of ayle

2008 - Southern Records/ Goodfellas

28/11/2008  |  di Vito Sartor

Nell´universo sonico della west coast americana, territorio contaminato da decennali e differenti tendenze musicali, si aggiunge il progetto solista di Vice Cooler alias Hawnay Troof: un dischetto divertente, che si muove in un ambiente che parla alternative-rap e che fa il verso ai Beastie Boys ("Two Week Bruise” è l´esempio più lampante) fino a farne una metaforica parodia, escludendo ogni approccio alla black music, quest´ultimo elemento ricalcolato nei computometrici musicali di "The Gods Are Crazy" e "Feelings".
Island of Ayle rappresenta uno strumento volto a veicolare un messaggio melodico incanalato in un complesso e ricercato "array" di samples, elettro beat tendenti al techno suond, senza eccedere mai nell’EDM della dance floor.
Ricordiamo che il buon Vice giunge da un’esperienza rock (post core sperimentale), infatti è voce e chitarrista di un progetto intitolato Xbxrx: per questo in Islands of Ayle si denota un’attitudine compositiva concreta e diretta concentrata su un accurato lavoro di trasformazione del materiale raccolto durante una miriade di esperienze sonore e attraverso numerose collaborazioni (tra le quali, Xiu xiu, Carla Bozulich, Brazei Goring dei Stereo Total), avvenute durante il suo ultimo tour durato 20 mesi tra il 2006 e il 2007. L´ingrediente base per il suo approccio melodico è concentrato nell´elettronica di stampo lo-fi: le piste ritmiche strutturate in questo gioco di suoni, sono sempre ben distinte, guidate dal suo rappare, sperimentate nelle loro concezione univoca, ma sempre ben separate e mai alterate da una qualsivoglia alchimia; si alternando quindi momenti più trance ("Underneath The Ocean") e sotterranei, quasi di stampo depressivo, ad eccessi di puro techno-hip-hop urbano ("Oblivions"); quello che si apprezza maggiormente del musicista californiano è il non cedere mai ad ammiccanti momenti melodico/commerciali, nonostante sia presente qualche brano d’ispirata euforia come "Front My Hope".
Island of Ayle diventa quasi un disco da passeggio, una presa per i fondelli per chi crede di suonare i suoi singoli in un dj set: Vice consce bene le orecchie dei suoi polli affondando i suoi artigli attraverso un’elettronica autorale ("Out Of Teen Revisited") senza avere la pretese di compilare, con il suo sound proof, un´opera da genietti del lap top, limitandosi a sollecitare i cuori più puri e meno soggetti a pregiudizi.
Bel lavoro Hawnay Troof, ma la prossima volta we need some more!


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Track List:

  • Suspension And Conclusion/ Finale|
  • Front My Hope|
  • Underneath The Ocean|
  • Two Week Bruise|
  • Zhou Zhong|
  • Connection|
  • Water|
  • The Gods Are Crazy|
  • Oblivions|
  • Venus Venus Piper|
  • Bizarre Triangle|
  • Feelings|
  • Out Of Teen Revisited

Hawnay Troof