Hatchman Social - You Dig The Tunnel, I’ll Hide The Soil

Hatchman Social

You Dig The Tunnel, I’ll Hide The Soil

2009 - Fierce Panda

07/06/2009  |  di Alessandro Passarelli-Pula

Sono circa quindici anni che la label Fierce Panda sguinzaglia i suoi cani da tartufo (pochi, visto che sembra ci siano solo tre dipendenti nei suoi uffici londinesi) per andare in cerca di piccoli bianchi pregiati nel fitto sottobosco dell’underground inglese e, fino a prova contraria, queste scorribande hanno sempre dato buon esito. Si dia un’occhiata al catalogo dell’etichetta: Coldplay, Supergrass, Ash, Polyphonic Spree, tutti ancora in fasce, hanno fatto delle fugaci ma fondamentali comparse nel suo roster. La FP è nata nel 1994 quando tre giornalisti del NME decisero di realizzare un EP a tema: The New Wave Of New Wave. Per la fortuna di tutti gli amanti di un certo brit-pop trasversale quell’avventura non si è conclusa lì. Gli Hatchman Social si presentano con buone credenziali: l’ex Klaxons Finnigan Kidd alla batteria e il frontman dei Charlatans, Tim Burgess, alla produzione. A questo punto definire le coordinate del loro primo lavoro sulla lunga distanza risulta abbastanza elementare. I due nomi che mi balenano alla mente mentre ascolto “You Dig The Tunnel, I’ll Hide The Soil” provengono entrambi da Manchester. Uno, gli Smiths, ha tracciato le linee guida di gran parte di ciò che in seguito diventerà il brit-pop (Hypnotise Terribile Eyes; So So Happy Making); l’altro, gli Stone Roses, ha seguito le orme dei maestri sfornando un omonimo debutto clamoroso e “Sidewalk”, con una strofa in cui svetta una cupa (e molto new wave) linea di basso, ne rievoca il registro romantico anche quando nel ritornello il suono si fa più grasso per l’ingresso di chitarre e synth. Non solo anni ’80 comunque, il chorus di “Murder In The Dark” è un funk bianco che accomuna i Nostri ai Modest Mouse (ma nell’ultimo “We Were Dead Before The Ship Even Sank” non c’è un certo Johnny Marr a smanettare dietro le sei corde? Va beh, sorvoliamo…). Deliziose perle di pop dinamico e appiccicoso sono “Crocodile” e “Penelope (Under My Hat)”, nelle quali sembra aver messo lo zampino James Mercer degli Shins (anche loro divisi tra richiami sixties e l’amore per gli ’80). Si mettano in pace, quindi, quelli che cercano l’hype, l’originalità a tutti costi e la musica astrusa. Qui ci sono undici brani con sopra scritto “consumarsi preferibilmente entro il 12-1989”, ma finché queste canzoni mi fanno muovere il culo e mi vien da canticchiarle dopo un paio d’ascolti, sapete cosa vi dico? Io le mangio tutte!


Condividi:


Track List:

  • Crocodile
  • Sidewalk
  • Murder In The Dark
  • Hypnotise Terrible Eyes
  • So So Happy Making
  • Superman
  • I Cannot Cure My Pure Evil
  • Jabberwocky
  • In My Opinion
  • Penelope (Under My Hat)
  • Give Me The Gift

Hatchman Social