Hackensaw  Boys - Look out!

Hackensaw Boys

Look out!

2007 - Nettwerk

17/06/2008  |  di Massimo Sannella

Acclamati come la più alta espressione musicale di revival “dell’Old Time e Mountain Music”, gli Hackensaw Boys, americani di Charlottesville (Virgina), sono una di quelle (rare) band che sembrano entrate nella stanza dei nostri giorni - per uno strano scherzo del destino- dalla porta di servizio del tempo andato, direttamente dagli anni neri della Depressione del “deep south” americano dell’inizio del secolo scorso; una di quelle band denominate “Jug”, che “puzzavano” di strade ferrate e sognavano nuove frontiere, minstrels “con arte ma senza parte” che girovagavano divertendo e diffondendo libertà in cambio di una tanto agognata hot soup.
“Look Out!” è il loro secondo album per la Nettwerk, e senza abusare di eufemismi, il tutto si traduce in un gran spolvero eccellente di ultra-vintage fuori dal tempo. Tom Peloso e Rob Bullington – unici membri originali- al fianco dei nuovi compagni d’avventura Jesse Fiske, Jimmy Stelling e Ward Harrison ritracciano lo “stradario blu” di Bill Monroe, Phil Ochs, Woodye Guthrie e altri pionieri dell’on the road poems; un disco che rispetto al precedente “Keep It Simple” – che vedeva l’interpretazione del bluegrass aprirsi a schemature rock’n’roll - ritorna, per cosi dire, alla “casa madre” dell’ortodossia del genere, con tutte le spigolosità, il rozzo e il drunk che si rispetti.
Grande la tecnica esecutiva degli Hackensaw Boys, e ottima maestria nel non portare a noia l’ascolto con una list di pezzi che potrebbero risultare tutti uguali , sorprendendo per una leggera riveduta – sempre rientrando nei canoni - in fase di registrazione in presa diretta del disco, dove viene rimarcata una più rude e legnosa interpretazione a discapito del troppo tecnicismo delle precedenti produzioni, ricreando alla perfezione quel “rural” stopposo, stazzonato, di flanella della grande epopea.
Tutto prende di vecchia tela di jeans consunta: il bluegrass artigianale e baldanzoso (“Blue Eye Girl”, “F.D.R.”, “Sweet Petunia”), lo swing agè di “Radio”, la salivante armonica nel country-blues di “Hobo” fino ad arrivare al traditional “Gospel Plow”; tutto il registrato è un tiratissimo e adrenalinico “fiddle shot” che percuote “le danze” in un tourbillion di energia che alza polvere e gomiti.
La band di Charlottesville non conosce le barriere del tempo, e transita nel nuovo millennio con “la sacca sulle spalle” da hobo stracarica di vecchi suoni, senza domandarsi nè perché nè il come; scalda magnificamente il siderale della digitalizzazione della nuova era con il suo revival “Old Time” lasciando ovunque segni del suo migrare errabondo senza frontiere: resti di bivacchi, strade ferrate, acquavite e il “sacro furore” di Steinbeck.


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Track List:

  • Look out dog slow down train|
  • Oh girl|
  • FDR|
  • Baltimore|
  • Radio|
  • Hobo|
  • Gospel Plow|
  • Sweet Petunia|
  • Sally Ann|
  • Too much time|
  • Blue eyes girl|
  • Just one chance

Hackensaw Boys