Guglielmo Cappiotti - La Fine Del Mondo

Guglielmo Cappiotti

La Fine Del Mondo

2010 - Manzanilla

Emergenti Songwriting

21/03/2011  |  di ENZA FERRARA

Si intitola La fine del mondo l’album di esordio di Guglielmo Cappiotti, pubblicato dall’etichetta Manzanilla Musica Dischi. La fine del mondo, in sintonia con tutto ciò che convenzionalmente definiamo “canzone d’autore”, rientra in quello stile particolarmente ricercato; è un album molto sofisticato nelle melodie, anche quando le parole possono risultare più dure. Così quel sound che riporta al jazz rende vivi e dinamici sia i momenti malinconici che quelli decisamente sarcastici. Dieci tracce vissute, una biografia cantata e una ricercatezza grazie alla quale tre elementi si fondono il cantautorato italiano, il jazz e la voglia di comunicare.

L’album si apre con Bacio Nucleare; sembra quasi una dichiarazione di poetica. Uno swing perfetto per raccontare le eccessività della vita, ma anche le speranze che portano dietro sempre quel pizzico di cinismo, tutto raccontato come se fosse una favola anni ’20. Ed è proprio lo swing che rende i toni un po’ fuori dal presente, in una dimensione passata, elegante ma lontana. Un’evasione che a volte rincorriamo un po’ tutti, soprattutto quando cerchiamo qualcosa o qualcuno senza mai trovare nulla. Scende la neve è una canzone molto triste che però si fa apprezzare per quello che è – perché è sempre meglio essere consapevoli! La fine del mondo è un’autobiografia cantata, che ognuno potrebbe far propria; è una consolazione nei pomeriggi piovosi; è un album da compagnia, da salotto. L’eleganza dei suoni e dei toni tranquillizza i nervi, che spesso saltano per ragioni ovvie.

Liberami è un grido, cantato a bassa voce; è uno sfogo, una liberazione, una semplice richiesta: “vuoi liberarmi almeno da te?”. Fiori di gin è la traccia più onirica e più forte dell’album, psicopatica – oserei dire – ma terribilmente affascinante: un colpo sul petto, un bacio dentro gli occhi e parole che a volte tradiscono e a volte difendono. Cieli della storia è tanto triste quanto concreta, come una canzone cubana. L’album si chiude con una traccia che si chiama, per l’appunto, La fine del mondo; come dettano le regole del cantautorato italiano, la chitarra occupa la scena e la voce affaticata canticchia la canzone. Infine il sipario si chiude e se Cappiotti ha descritto in questo modo, tanto affascinante, la fine del mondo allora non possiamo che augurarci che sia tale, se mai dovesse arrivare!

Forse sì, La fine del mondo, è un album che porta in salotti d’altri tempi, per le sonorità, ma a chi non serve almeno un’evasione mentale ogni tanto? Ascoltate La fine del mondo, è anche questa la nuova musica italiana. Hanno suonato: Guglielmo Cappiotti, chitarra acustica e voce; Simone Marchioretti, batteria e percussioni; Nicola Monti, contrabasso e basso acustico; Giovanni Ferro, chitarra semiacustica; Moreno Piccoli, piano, rhodes e tastiere; Andrea Viti, percussioni e grammofono; Giordano Sartoretti, flicorno; Corrado Mora e Luca Tacconi, cori.


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Track List:

  • BACIO NUCLEARE
  • GELIDI RESPIRI
  • SCENDE LA NEVE
  • IL VOLO
  • GIORNO DI FESTA
  • LIBERAMI
  • FIORI DI GIN
  • CIELI DELLA STORIA
  • COME IL SALE
  • LA FINE DEL MONDO

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