Grimoon - Super 8

Grimoon

Super 8

2010 - Macaco Records

Emergenti

09/07/2010  |  di Alessandro Aureli

Lo spazio è tiranno. Non posso fare più che una menzione veloce del progetto Neera, film che esce in doppia confezione con il nuovo album dei Grimoon e che vede collaborare diversi nomi della scena artistica italiana, (Mariposa e Davide Toffolo per rimanere all’ambito musicale): conferma dell’interesse da sempre mostrato dal gruppo per una forma di espressione che riesca a superare i tradizionali confini tra le arti. Super 8 del film è la colonna sonora, addizionata di tre ottimi pezzi. La materia di cui si compone è un folk screziato pop che alla bisogna sa diventare vibrante, a volte scuro e altre solare, in cui voci maschili e femminili si alternano o si intrecciano sopra una strumentazione pop-rock, con gustosi e sempre ben piazzati interventi di violini e violoncelli, tastiere e fisarmoniche, a ricamare e sottolineare i momenti di maggior emotività. Essendo il gruppo italofrancese, va segnalata la particolarità della lingua. L’opera si apre con un bel pezzo cantato in italiano, Orfeo, dal clima dolce e triste al contempo, ma continua in un fascinoso francese che dona ai brani quella allure che sappiamo. Come gli altri, anche questo luogo comune ha un fondo di verità: tutto sommato è condivisibile che certi idiomi, già con i nudi suoni di cui sono fatti, siano in grado di evocare delle atmosfere nella mente dell’ascoltatore (anche se, riportando male la battuta originale di Woody Allen che è un po’ diversa, da qui a dire che quando si sente parlare tedesco venga voglia di annettere l’Austria ce ne passa!). In evidenza il piacevole lavoro degli archi in La Maison Du Photographe e in Le Bal Des Ombre, cupa come dice il titolo, che contrastano con il cambio di atmosfere della successiva, rimbalzosamente pop, Tournesol, dove fanno la loro entrata tastiere un po’ alla Grandaddy, e della piacevolissima Melodie, che si apre a marcetta. Buono l’attacco rock della title track: fa pensare all’attimo prima che in Heroes di David Bowie facciano ingresso i nastri trattati di Brian Eno. Attacco che si rivela depistante dato che la canzone poi si muove su binari mediamente più rilassati (ma, pur non puntando verso l’overdrive, il pezzo si presterebbe: viaggia all’incirca sullo stesso tempo di Sister Ray, mi sembra). Le atmosfere folk sospese di Amour, le fascinazioni da chanson moderna sul modello dei Noir Desir e la lancinante Je Me Transforme portano a conclusione un album davvero ben fatto e godibile.


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Track List:

  • Orfeo
  • La maison du photographe
  • Le bal des ombres
  • Tournesol
  • Mélodie
  • La ballade de pecheur aveugle
  • Super 8
  • Amour
  • Le temps des reves
  • Mille lumières
  • Partisan
  • Je me transforme

Grimoon



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